FEDIMI | ECONOMIA, INVESTIMENTI E FINANZA PUBBLICA | 13 OTTOBRE 2026

Una ricognizione documentata dei fondi utilizzabili per il mercato privato e degli importi da verificare prima di considerarli realmente disponibili. Dati rilevati il 12 ottobre 2026; per ogni misura è indicata la data della fonte.

Prima di nuovi stanziamenti, conoscere quelli già utilizzabili

Nel percorso FEDIMI sul PIL di equilibrio e sulle riforme capaci di attivare investimenti, una domanda viene prima delle altre: quali risorse sono già state destinate allo sviluppo e possono ancora finanziare interventi? La risposta deve individuare misure, importi, beneficiari e vincoli. Un elenco di grandi fondi, senza il loro stato di impiego, non misura lo spazio effettivo per nuovi progetti.

La ricognizione individua tre situazioni concrete: disponibilità pubblicate dai gestori per nuove agevolazioni; dotazioni di bandi già definiti ma non ancora aperti; rientri ed economie accertati e formalmente riutilizzati. Sono situazioni diverse, che non autorizzano un unico totale nazionale di “denaro fermo”.

Il termine “accantonato” richiede precisione. Uno stanziamento autorizza spesa; un accantonamento può proteggerne rischi o obbligazioni; una giacenza indica liquidità; un residuo passivo può rappresentare un debito già assunto. La mancata erogazione non implica libertà di utilizzo. Per nuovi interventi occorrono sia disponibilità giuridica sia copertura finanziaria e, quando servono, disponibilità di cassa e apertura della procedura.

Un dato misurabile: la disponibilità Nuova Sabatini

Il contatore MIMIT, elaborato il 14 settembre 2026, riporta 1.198.817.148,59 euro disponibili sulla Nuova Sabatini e 77.201.546,89 euro sulla Nuova Sabatini Capitalizzazione. Gli importi riguardano la disponibilità di contributo, non il valore dei prestiti bancari né una giacenza di tesoreria certificata al 12 ottobre. Il dato pubblicato può cambiare con le successive prenotazioni. [1]

La misura sostiene investimenti delle PMI in beni strumentali nuovi, impianti, hardware, software e tecnologie digitali; la linea Capitalizzazione collega il sostegno a un rafforzamento patrimoniale. L’accesso richiede il percorso finanziario e la verifica dei requisiti: il contributo pubblico non sostituisce la valutazione creditizia. I 650 milioni di rifinanziamento 2026–2027 indicati nella scheda ministeriale non devono essere aggiunti al contatore, evitando un possibile doppio conteggio. [1]

Il dato offre una base concreta per accompagnare nuovi investimenti produttivi. Per pianificare una domanda, tuttavia, si deve aggiornare la verifica della capienza alla data di presentazione: un valore mensile non garantisce una disponibilità individuale.

59 milioni: un caso documentato di rientri rimessi in circolazione

Il decreto MIMIT del 16 giugno 2026, pubblicato sul sito il 12 ottobre, identifica 59 milioni di euro versati da SIMEST al Fondo per la crescita sostenibile. Derivano dalle restituzioni di precedenti finanziamenti agevolati e sono indicati nelle premesse come disponibili nella contabilità speciale n. 1201 e liberi da impegni programmatici. Il decreto li assegna alla misura “ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero”. [2]

È un esempio preciso di risorse preesistenti recuperate per ulteriori agevolazioni. Dopo l’assegnazione non sono però una riserva liberamente destinabile ad altri interventi. Il comunicato ministeriale chiarisce che il rifinanziamento serve alla continuità dello sportello e a fronteggiare l’elevato numero di domande: non documenta che l’intero importo resti ancora prenotabile al 12 ottobre. [2–3]

Per FEDIMI il punto di interesse è il metodo: rientri effettivi, verifica della libertà da impegni e atto formale di destinazione. Questo percorso può essere verificato su altri fondi rotativi senza assumere che ogni rimborso sia automaticamente disponibile; vanno considerate le esigenze delle operazioni già in corso e la disciplina del fondo.

Risorse per bandi futuri già definiti: 631,02 milioni e 32 milioni

La scheda MIMIT degli Accordi per l’innovazione nella filiera automotive, aggiornata l’8 ottobre 2026, indica 631,02 milioni di euro destinati a nuovi progetti di ricerca e sviluppo. Le domande apriranno il 25 novembre 2026, con compilazione dall’11 novembre. Si tratta di una dotazione già destinata a una nuova procedura, non ancora accessibile alla data dell’articolo. [4]

L’importo non coincide con un saldo di cassa certificato. Il quadro finanziario complessivo dello sportello, comprensivo degli eventuali apporti delle amministrazioni interessate, sarà pubblicato entro il 20 novembre. Le imprese devono quindi preparare progetti coerenti con la filiera e i requisiti del bando, non considerare il finanziamento acquisito. [4]

Per Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ 2026 sono già stanziati 32 milioni di euro: rispettivamente 20, 10 e 2 milioni. Le aperture sono previste il 25 novembre, il 17 dicembre e il 3 dicembre 2026. Queste dotazioni sono riferite a nuove procedure non ancora aperte e riguardano la valorizzazione della proprietà industriale delle micro, piccole e medie imprese. [5]

I due casi mostrano risorse programmabili per nuovi interventi del mercato privato. Non dimostrano che esista un fondo indistinto da spendere subito: beneficiari, oggetto e calendario sono già vincolati. In presenza di requisiti e progetti maturi, il lavoro utile consiste nel rendere tempestive le candidature e le istruttorie.

140,2 milioni di economie: riutilizzati, ma con destinazioni differenti

Il decreto MIMIT del 22 luglio 2026 accerta 140.195.264 euro liberi da impegni programmatici nell’area Digitalizzazione del Piano sviluppo e coesione 2014–2020. Il provvedimento li ripartisce per nuove destinazioni: 87.695.264 euro agli Accordi per l’innovazione, 30 milioni alla ricerca in tecnologie strategiche, 17,5 milioni a programmi sulle comunicazioni elettroniche, 3,2 milioni al SINFI e 1,8 milioni al NUE 112. [6]

Una parte sostiene procedure e domande già avviate; altre quote hanno tempi o destinatari specifici. Il dato prova la possibilità di recuperare economie accertate, non la disponibilità odierna dell’intero importo per ulteriori proponenti. Il residuo non impegnato va ricostruito sulle singole destinazioni.

La mappa delle risorse: importo e stato non sono la stessa cosa
Misura e fonte Importo pubblicato Stato della disponibilità
Nuova Sabatini [1] 1.198.817.148,59 euro Disponibilità di contributo pubblicata al 14/09/2026; saldo da aggiornare
Sabatini Capitalizzazione [1] 77.201.546,89 euro Disponibilità di contributo al 14/09/2026; distinta dalla linea ordinaria
ON – rientri SIMEST [2–3] 59.000.000 euro Risorse recuperate e assegnate; capienza residua al 12/10 non certificata
Innovazione automotive [4] 631.020.000 euro Dotazione per nuovi progetti; apertura 25/11/2026
Brevetti+, Disegni+, Marchi+ [5] 32.000.000 euro Dotazioni 2026; aperture a novembre e dicembre
Economie PSC Digitalizzazione [6] 140.195.264 euro Accertate e ripartite; non integralmente aperte a nuove domande
Lombardia – RI.CIRCO.LO. filiere prioritarie [7] 7.000.000 euro Dotazione del bando a graduatoria; domande 06/10–05/11/2026
Fondo nazionale efficienza energetica [8] 310.000.000 euro Dotazione indicata dal gestore; residuo concedibile non pubblicato nella scheda

Gli importi non sono sommati: mescolano disponibilità di contributo, dotazioni, rientri già riassegnati e fondi con saldo residuo non attestato. La tabella è una mappa selettiva, non un censimento di tutte le disponibilità pubbliche italiane.

Un esempio territoriale già aperto in Lombardia

Il bando RI.CIRCO.LO. filiere prioritarie dispone di 7 milioni di euro a valere sul PR Lombardia FESR 2021–2027. La finestra riportata nella scheda regionale va dal 6 ottobre al 5 novembre 2026. Finanzia, a fondo perduto e con valutazione a graduatoria, progetti delle PMI nelle filiere di materiali polimerici e tessili, apparecchiature e batterie, recupero del fosforo e altre materie prime critiche. [7]

È un caso di dotazione per nuovi interventi con procedura già calendarizzata e, alla data dell’articolo, nel periodo di presentazione. Le domande concorrenti non consentono di desumere quanti dei 7 milioni saranno assegnati a un’impresa o quanto resterà dopo la selezione. Il dato della dotazione è comunque utile a identificare una concreta opportunità, distinta dai generici volumi del programma regionale.

Efficienza energetica: dotazione esistente, accesso differenziato

Invitalia indica per il Fondo nazionale efficienza energetica una dotazione di 310 milioni di euro. La scheda segnala la chiusura, dal 1° gennaio 2024, per gli interventi a favore delle imprese legata alla scadenza del regime di aiuto, precisando che la limitazione non riguarda pubbliche amministrazioni ed ESCO ammesse nel regime de minimis. [8]

Non è quindi corretto presentare 310 milioni come residuo disponibile o come sportello indistintamente aperto a ogni impresa. Per una nuova iniziativa servono conferma della capienza e del regime applicabile. Il caso è rilevante proprio perché una dotazione finanziaria può coesistere con un ostacolo regolatorio per una parte dei beneficiari.

Le risorse degli enti: dove cercare, senza inventare un totale

Accanto ai fondi nazionali esistono risorse nei bilanci delle singole amministrazioni: quote disponibili del risultato di amministrazione, quote destinate agli investimenti, economie di opere concluse, contributi non utilizzati e accantonamenti la cui funzione sia venuta meno. Il loro riutilizzo dipende dalla natura della voce, dagli equilibri dell’ente, dai vincoli originari e dalle regole sulla copertura. La giacenza di tesoreria, da sola, non autorizza una nuova spesa.

Per individuare un importo concretamente utilizzabile occorre leggere l’ultimo rendiconto approvato, il prospetto del risultato di amministrazione e gli allegati sulle quote accantonate, vincolate e destinate agli investimenti, il bilancio aggiornato e la situazione di cassa. Le somme devono essere riconciliate con impegni, prenotazioni, contenziosi e obblighi verso i finanziatori. Una parte può essere disponibile per variazioni di bilancio; un’altra può richiedere lo svincolo o la rimodulazione da parte dell’amministrazione competente.

I residui passivi, le prenotazioni per bandi in corso e il fondo pluriennale vincolato non sono automaticamente risorse per nuovi progetti. Lo stesso vale per fondi a presidio di rischi e passività. I precedenti contributi FEDIMI sullo svincolo condizionato del FGDC e sulle competenze tecniche esterne riguardano meccanismi da riformare o chiarire: non autorizzano a conteggiare oggi le quote interessate come integralmente libere.

Un comune può inoltre avere un finanziamento assegnato a un’opera ma non riuscire a spenderlo per carenza di progetto. Qui il problema non è trovare una destinazione nuova, bensì realizzare quella già finanziata: acquisire capacità tecnica e rimuovere il blocco procedurale. Spostare automaticamente il denaro ad altro uso potrebbe violare il vincolo del contributo.

La proposta FEDIMI: un prospetto pubblico del residuo concedibile

Il passo operativo è introdurre un prospetto uniforme per ogni fondo e misura, distinto dal bilancio complessivo del gestore. La proposta è un obbligo di aggiornamento almeno trimestrale, con data di estrazione, fonte e riconciliazione certificata delle seguenti voci: dotazione assegnata; somme trasferite o giacenti; concessioni perfezionate e ancora da erogare; prenotazioni per domande in istruttoria; erogazioni effettuate; rientri e recuperi; importi indisponibili per vincoli; disponibilità residua per nuove concessioni.

Le disponibilità devono essere esposte per annualità, linea di intervento e territorio, indicando sportello aperto o chiuso, regime di aiuto, termine di utilizzazione e atto necessario per un’eventuale rimodulazione. Una somma recuperata non diventa concedibile finché non è verificata la sua effettiva libertà giuridica. I dati pubblicati devono impedire di conteggiare lo stesso denaro nel fondo originario e nella misura destinataria.

Il prospetto dovrebbe essere integrato nei sistemi esistenti del MEF e dei gestori, collegato ai portali degli incentivi. La norma non attribuirebbe alle imprese un diritto al finanziamento e non consentirebbe trasferimenti automatici fra fondi. Renderebbe invece verificabile quale parte delle risorse è davvero riattivabile, quale è destinata a nuove procedure e quale assicura obbligazioni già assunte.

Per i rientri ed economie formalmente liberi, si potrebbe prevedere una verifica periodica dell’amministrazione titolare, seguita da un atto motivato di riutilizzo entro un termine definito. Devono rimanere ferme competenze, destinazioni legislative, disciplina europea e coperture. Quando la riallocazione richiede una norma primaria, il prospetto deve segnalarlo, senza sostituire il provvedimento necessario.

La scelta economica: trasformare la capienza in investimenti utili

La ricognizione consente di affermare che esistono disponibilità pubblicate per nuovi investimenti e casi dimostrabili di riutilizzo di risorse precedenti. Non consente di certificare un unico ammontare nazionale di denaro accantonato, libero e immediatamente spendibile. La distinzione non indebolisce la proposta: permette di scegliere il percorso corretto per ciascun importo.

Per la Nuova Sabatini il lavoro riguarda l’accesso al finanziamento e la qualità dei programmi produttivi; per i bandi futuri, la preparazione tempestiva dei progetti; per ON e le economie PSC, il monitoraggio delle risorse già riallocate; per l’efficienza energetica, la verifica della capienza e dei regimi; per gli enti locali, la capacità progettuale e il rispetto dei vincoli del bilancio.

Sul piano macroeconomico, l’importo dell’agevolazione non coincide con l’incremento del PIL. Occorre verificare quali investimenti siano aggiuntivi, quanto rapidamente producano attività, la componente importata e il valore aggiunto generato. Anche l’utilizzo di risorse già stanziate può anticipare pagamenti e modificare i saldi rispetto allo scenario programmato: non è, per definizione, neutrale per la finanza pubblica.

Il metodo FEDIMI è partire dalle risorse esistenti, documentarne lo stato e rimuovere gli ostacoli che impediscono impieghi utili. La crescita può essere favorita anche senza moltiplicare i programmi di spesa, rendendo accessibili le misure operative e riportando in circolazione rientri ed economie che risultino effettivamente riutilizzabili.

Fonti ufficiali e date dei dati

[1] MIMIT – Nuova Sabatini: disponibilità di contributo, elaborazione 14 settembre 2026.

[2] MIMIT – Decreto ministeriale 16 giugno 2026, pubblicato sul sito il 12 ottobre 2026; premesse e art. 1.

[3] MIMIT – Rifinanziamento ON, comunicato del 12 ottobre 2026.

[4] MIMIT – Automotive: Accordi per l’innovazione nella filiera, scheda aggiornata l’8 ottobre 2026.

[5] MIMIT – Brevetti+, Disegni+ e Marchi+ 2026: dotazioni e date, comunicato dell’8 ottobre 2026.

[6] MIMIT – Decreto 22 luglio 2026: economie PSC e ripartizioni; comunicato G.U. n. 224 del 26 settembre 2026.

[7] Regione Lombardia – RI.CIRCO.LO. filiere prioritarie, codice RLT12026053863; d.d.s. n. 9121 del 7 luglio 2026.

[8] Invitalia – Fondo nazionale efficienza energetica: dotazione, avviso e categorie ammesse, consultazione 12 ottobre 2026.

Riferimenti per i bilanci degli enti e le coperture: D.Lgs. n. 118/2011 e relativi principi applicati; D.Lgs. n. 267/2000, artt. 175, 183, 187 e 193; legge n. 196/2009, art. 17; art. 81 della Costituzione. La proposta di prospetto uniforme è un indirizzo di riforma FEDIMI, non un obbligo normativo qui dichiarato già vigente.

Lidio Damiano Carboni

Responsabile Rapporti Istituzionali – FEDIMI