Più crescita con le risorse già stanziate
Dati sui finanziamenti e proposta FEDIMI per accelerare la spesa infrastrutturale a beneficio delle imprese e del lavoro

Aggiornamento del 13 ottobre 2026

Far arrivare prima all’economia le risorse già destinate agli investimenti pubblici. È questo l’obiettivo FEDIMI: rimuovere gli ostacoli tecnici che ritardano progetti e appalti, affinché lo stesso stanziamento produca prima lavori, pagamenti alle imprese e redditi da lavoro. La capacità di spesa diventa così una leva di politica economica, accanto alla disponibilità dei finanziamenti.

Il percorso proposto è concreto: individuare gli interventi finanziati e ancora da affidare, verificare la causa dell’arresto, acquisire le competenze tecniche necessarie e misurare la spesa effettivamente attivata. La carenza di personale interno e l’incertezza sulle spese preparatorie possono essere affrontate senza aumentare il finanziamento complessivo dell’opera.

Quanto resta da spendere e quale parte riguarda le opere

L’UPB, nell’audizione del 12 ottobre 2026, rileva su dati ReGiS al 5 ottobre 193 miliardi PNRR impegnati e 133,4 miliardi spesi. La differenza è 59,6 miliardi: 20 riconducibili a strumenti finanziari e 39,6 ad altri interventi. È un segnale della distanza fra impegno e spesa, non una stima delle infrastrutture senza gara. Comprende interventi diversi e attività già in corso; le somme residue conservano vincoli e scadenze della propria misura. [1]

Per proporre uno sblocco mirato bisogna scendere dal totale nazionale al singolo intervento. Il primo stralcio del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico offre un esempio verificabile: il decreto MIT del 16 settembre 2025 assegna 957.062.827,86 euro a 75 interventi, con il seguente profilo. [2]

Annualità Finanziamento in euro
2025 78.459.117,61
2026 137.871.763,40
2027 478.331.287,28
2028 222.400.659,57
2029 40.000.000,00
Totale 957.062.827,86

Fonte: decreto MIT 16 settembre 2025. Importi del riparto, non residui di cassa certificati al 13 ottobre 2026.

Il piano comprende anche finanziamenti limitati alla progettazione, per i quali le fasi successive richiedono altra copertura. L’anticipazione al soggetto attuatore può salire dal 20% fino al 30% con l’esecutivo approvato: su un finanziamento ipotetico di 100 milioni, fino a 10 milioni ulteriori possono essere trasferiti all’ente. È un passaggio di liquidità pubblica, che raggiunge le imprese quando vengono affidate e pagate le prestazioni. [2]

Un campione FSC mostra il peso della fase progettuale

Gli allegati all’Accordo per la coesione della Lombardia, aggiornati al 30 aprile 2026 e pubblicati dal Dipartimento per le politiche di coesione, permettono di collegare interventi, risorse FSC e tempi previsti. Quattro casi rendono leggibile la dimensione finanziaria della fase che precede l’esecuzione. [3]

Intervento e CUP Quota FSC
milioni di euro
Progettazione prevista Esecuzione prevista
FILI area stazione Milano Cadorna
E41G26000110001
50,000 I sem. 2026
I sem. 2028
II sem. 2028
II sem. 2031
Palazzo Sistema
G45B23000700003
152,104 II sem. 2024
II sem. 2027
I sem. 2028
I sem. 2031
SS12 nuovo impalcato sul Po a Ostiglia e Revere
F57H16001660001
56,500 II sem. 2023
I sem. 2027
II sem. 2027
II sem. 2030
Berzo Demo rimozione rifiuti ex Selca
G42B26003450003
10,000 II sem. 2026
I sem. 2027
II sem. 2027
II sem. 2028
Totale del campione 268,604 Previsioni del piano Previsioni del piano

Fonte: allegato A1. Importi arrotondati; totale esatto FSC 268.603.522,43 euro. Le date rappresentano l’inizio e la fine previsti delle fasi. La tabella non certifica ritardi o assenza di aggiudicazione alla data odierna.

Il costo complessivo dei quattro interventi è 414,5 milioni di euro; 145,896 milioni provengono da altre risorse per Palazzo Sistema. Il piano finanziario B2 colloca nel 2026 soltanto 714.844,95 euro di quota FSC sul campione: 664.844,95 per Palazzo Sistema e 50.000 per Berzo Demo. Cadorna e SS12 hanno quote FSC dal 2027. [3]

Il dato spiega perché una grande assegnazione non si trasforma automaticamente in liquidità nello stesso anno. Le previsioni possono essere fisiologiche e la progettazione può comprendere prestazioni già affidate. Per stabilire se e quanto sia accelerabile occorre confrontare il piano con gli atti effettivi, verificare i lotti e documentare il motivo tecnico dell’eventuale ritardo.

Quali somme entrano nel programma di accelerazione

FEDIMI propone una ricognizione per codice unico di progetto (CUP) e lotto, collegata agli identificativi di gara (CIG). Per ogni intervento devono risultare il finanziamento ancora valido, i contratti già assunti, i pagamenti effettuati, le somme non contrattualizzate e i passaggi tecnici mancanti. La quota da attivare va riconciliata con le annualità del finanziamento e con il costo aggiornato dell’opera.

Nel programma entrano gli interventi nei quali un ostacolo documentato può essere rimosso: indagini mancanti, progettazione incompleta, verifica non eseguita o carenza di supporto specialistico. Il finanziamento destinato a un’opera non è una disponibilità libera per qualsiasi nuovo intervento. Non vanno inoltre sommati PNRR, FSC e programmi settoriali senza aver escluso sovrapposizioni tra CUP e fonti.

Questa ricognizione dà alla proposta una base misurabile. Le fonti consultate non consentono di certificare oggi un unico importo nazionale di opere non appaltate soltanto per mancanza di esecutivo o di personale tecnico: la cifra va costruita a partire dagli interventi, anziché desunta dal totale dei fondi non spesi.

La riforma deve agire prima che il procedimento si fermi

Per le opere effettivamente ostacolate da una carenza tecnica, FEDIMI propone di rendere più agevole l’affidamento di servizi esterni fin dalle attività preparatorie: rilievi, indagini, valutazioni delle alternative e supporto alla definizione del fabbisogno. Il ricorso a professionisti esterni è già consentito; la novità proposta è un percorso esplicito che colleghi capacità interna, prestazioni da acquisire e risorse dell’intervento.

Una scheda di avvio deve identificare l’opera, il finanziamento, le competenze mancanti, gli elaborati da consegnare e i tempi. La valutazione della capacità interna deve riguardare il fabbisogno complessivo, evitando ripetizioni prive di utilità. L’incarico deve avere copertura certa prima dell’affidamento e un oggetto verificabile. Le procedure rimangono quelle del Codice dei contratti; l’amministrazione conserva il governo del procedimento e il responsabile unico del progetto le proprie attribuzioni. [4]

Nella disciplina attuale la cosiddetta progettazione preliminare va ricondotta alle attività preparatorie e al progetto di fattibilità tecnico economica (PFTE), uno dei due livelli del Codice insieme all’esecutivo. Anche il documento di indirizzo alla progettazione deve poter essere costruito con adeguato supporto tecnico, ferma la sua redazione da parte del RUP secondo l’allegato I.7. [4]

Chiarire le spese tecniche come componente dell’investimento

Il punto 5.3.14 dell’allegato 4/2 al decreto legislativo 118/2011, aggiornato dal decreto 10 ottobre 2024, già prevede il codice U.2.02.03.05.001 per la progettazione effettuata prima dell’iscrizione dello stanziamento dell’opera. Richiede che i documenti di programmazione individuino specificamente l’investimento e le necessarie forme di finanziamento. Gli stipendi del personale dell’ente rimangono spesa corrente. [5]

FEDIMI propone di precisare il trattamento delle prestazioni preparatorie esterne direttamente riferibili a quell’investimento. Occorrono criteri uniformi per il collegamento all’opera, la documentazione e l’allocazione nel quadro economico. Studi generali e supporto ordinario agli uffici restano correnti. Il Titolo II della contabilità finanziaria e la capitalizzazione economico patrimoniale rimangono valutazioni distinte. [5]

Il chiarimento serve a utilizzare con maggiore certezza la quota tecnica delle risorse già assegnate. Non basta rinominare una spesa: devono essere dimostrati la destinazione all’investimento e il prodotto tecnico ottenuto. In un quadro economico invariato, la quota per questi servizi va individuata o rimodulata senza comprimere prestazioni indispensabili o creare una copertura insufficiente dei lavori.

Scegliere la procedura che risolve l’ostacolo effettivo

L’assenza dell’esecutivo non impedisce sempre la gara: l’articolo 44 consente, alle condizioni previste e per le stazioni qualificate, l’appalto integrato sulla base del PFTE approvato; l’esecutivo deve essere approvato prima dell’esecuzione. [4] Perciò la soluzione può essere completare il progetto, acquisire una verifica o utilizzare una procedura già disponibile. Deve essere il RUP a motivare quale passaggio consenta di avanzare, tenendo conto dei rischi di costo e della complessità dell’opera.

La riforma mira a ridurre l’attesa amministrativa evitabile. Autorizzazioni, verifiche e qualità progettuale restano parte del percorso: una gara anticipata con un progetto insufficiente può generare varianti e contenzioso, annullando il vantaggio iniziale.

Quanto cambia la liquidità se l’avvio viene anticipato

Il beneficio può essere calcolato confrontando due cronoprogrammi dello stesso intervento. Si ipotizzino 100 milioni di lavori, al netto dell’IVA, con produzione e pagamenti distribuiti in tre anni: 30, 50 e 20 milioni. Per isolare l’effetto del ritardo, si assumono flussi uniformi entro ciascun anno e coincidenza tra lavoro eseguito e pagamento. Gli importi seguenti sono simulazioni, non dati osservati sul campione FSC.

Ritardo dell’avvio Pagamenti entro 12 mesi Pagamenti entro 24 mesi Liquidità rinviata nel biennio
Nessuno 30 milioni 80 milioni 0
6 mesi 15 milioni 55 milioni 25 milioni
12 mesi 0 30 milioni 50 milioni
24 mesi 0 0 80 milioni

Elaborazione FEDIMI. Il totale finale resta 100 milioni in tutti gli scenari; cambia la distribuzione temporale. I valori a 24 mesi sono cumulati.

Eliminare un ritardo di un anno permette, nell’esempio, di far arrivare alle imprese 50 milioni in più entro il biennio. È questo il significato operativo di un maggiore volano a parità di stanziamento: più attività e pagamenti nel periodo considerato. Non implica che l’intero investimento venga perso definitivamente in caso di rinvio.

La misura della liquidità è la differenza fra pagamenti cumulati nello scenario tempestivo e nello scenario ritardato. La produzione va misurata separatamente quando anticipazioni, stati di avanzamento e saldi non coincidono con i pagamenti. Un trasferimento fra amministrazioni non è già un pagamento a un’impresa; l’anticipazione contrattuale non va sommata una seconda volta al prezzo dei lavori.

L’effetto diretto sul lavoro e sul valore aggiunto

Per valutare l’ordine di grandezza si assumono, soltanto a fini illustrativi, un’incidenza del costo del lavoro del 25%, un costo annuo di 55.000 euro per unità di lavoro e un valore aggiunto diretto pari al 40% della produzione. Applicando tali parametri alla produzione rinviata nel biennio si ottengono i seguenti risultati.

Ritardo Produzione rinviata Costo del lavoro ULA anno equivalenti Valore aggiunto diretto
6 mesi 25 milioni 6,25 milioni 113,6 10 milioni
12 mesi 50 milioni 12,50 milioni 227,3 20 milioni
24 mesi 80 milioni 20,00 milioni 363,6 32 milioni

Formula: ULA anno = produzione × 25% ÷ 55.000. Una ULA anno è il lavoro equivalente di una persona a tempo pieno per un anno. Non è un conteggio di nuove assunzioni.

Nel caso del ritardo di 12 mesi, 227,3 ULA anno corrispondono a una media di circa 113,6 ULA annue nel biennio. Se metà dell’attività anticipata sostituisse altre commesse, l’effetto netto ipotizzato scenderebbe a circa 113,6 ULA anno e 10 milioni di valore aggiunto. Il risultato dipende quindi anche dalla capacità produttiva disponibile, oltre che dal calendario dei lavori.

Il ritardo può ridurre anche il potere di acquisto dei fondi

Anticipare lavori utili può contenere l’esposizione ai rincari. Su 100 milioni di lavorazioni ancora da eseguire, un aumento dei costi ipotizzato al 3% annuo produce un fabbisogno aggiuntivo di circa 1,49 milioni dopo sei mesi, 3 milioni dopo un anno e 6,09 milioni dopo due anni. Sono valori di scenario, calcolati con capitalizzazione composta, non previsioni dei prezzi delle costruzioni.

A stanziamento invariato, quel maggiore fabbisogno può imporre una revisione del progetto o ridurre la quantità di opere realizzabile. Quando il ritardo viene evitato, il beneficio può dunque andare oltre l’anticipazione temporale dei pagamenti: può preservare il contenuto fisico dell’investimento. L’entità va verificata sui prezzi e sulle clausole del singolo contratto.

Il lavoro delle imprese coinvolge anche fornitori di materiali e servizi. Questi acquisti non possono essere sommati ai salari e al valore totale dei lavori come se fossero componenti indipendenti di PIL. Una stima degli effetti indiretti richiede un modello coerente, dati sulle importazioni e sulle capacità produttive. L’articolo non applica quindi un moltiplicatore nazionale non stimato.

Dai dati a un obiettivo di spesa verificabile

Il programma di accelerazione deve associare a ogni ostacolo un rimedio, un responsabile e una scadenza. L’amministrazione deve poter dimostrare che la prestazione acquisita ha reso possibile il passaggio successivo: PFTE approvato, verifica conclusa, gara avviata o consegna dei lavori. Il semplice affidamento di un incarico non prova che il finanziamento sia stato sbloccato.

Indicatore Misura del risultato
Tempo per rendere appaltabile l’opera Giorni dalla scheda di avvio all’approvazione e verifica del progetto richiesto
Passaggio dalla gara al cantiere Date effettive di aggiudicazione e inizio lavori rispetto al piano
Produzione attivata Valore dei lavori eseguiti nel periodo e avanzamento fisico
Liquidità alle imprese Pagamenti ai contraenti nel trimestre, distinti dai trasferimenti pubblici

Il confronto prima e dopo l’intervento deve utilizzare date e importi documentati. Le simulazioni aiutano a decidere le priorità, mentre il consuntivo verifica se il tempo risparmiato si è tradotto in attività economica. Il costo dei servizi tecnici deve essere incluso nel costo complessivo, evitando di presentarlo come una risorsa gratuita o come un moltiplicatore automatico.

La scelta economica proposta da FEDIMI

La proposta mette insieme risorse esistenti, competenze disponibili sul mercato e un percorso di spesa più chiaro. L’acquisizione tempestiva di servizi tecnici e la loro corretta imputazione all’investimento possono aiutare le amministrazioni a rendere appaltabili opere già finanziate e ad anticipare l’immissione di liquidità nel sistema produttivo.

A parità di stanziamento complessivo, spendere prima modifica i fabbisogni di cassa e il profilo annuale dei saldi pubblici: l’attuazione va quindi raccordata alla programmazione finanziaria. Il risultato atteso è una maggiore efficacia delle risorse, da misurare in cantieri, lavoro eseguito, pagamenti e infrastrutture disponibili prima. Per FEDIMI, rafforzare la capacità di spesa significa dare più tempestivamente valore economico alle decisioni di investimento già assunte.

Schema della disposizione proposta

Appendice tecnico normativa. Testo proposto, da coordinare in sede legislativa con il Codice dei contratti, i principi contabili e le regole dei programmi. Non è una disposizione vigente.

Servizi tecnici preparatori per investimenti finanziati

1. Per gli interventi di investimento dotati di finanziamento valido, le amministrazioni possono acquisire servizi tecnici esterni anche prima della redazione del documento di indirizzo alla progettazione, nel rispetto del decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36. L’acquisizione è preceduta da una scheda di avvio che identifica l’intervento e il relativo CUP ove previsto, la fonte di finanziamento, le competenze richieste, le prestazioni, i tempi e i risultati attesi. Restano ferme le attribuzioni del responsabile unico del progetto e le competenze degli organi dell’amministrazione.

2. La capacità tecnica interna è valutata con atto motivato riferito al fabbisogno dell’intervento, anche in relazione ai carichi di lavoro e alle competenze specialistiche necessarie. La valutazione è aggiornata in caso di variazioni sostanziali. I servizi comprendono rilievi, indagini, analisi tecniche delle alternative e supporto alla predisposizione degli elaborati preparatori e progettuali; le decisioni di indirizzo e gli atti di approvazione rimangono in capo all’amministrazione.

3. Le spese di cui ai commi precedenti, direttamente riferibili all’intervento, possono gravare sulle relative risorse nei limiti del quadro economico e del finanziamento complessivo, previa verifica della copertura dell’incarico e del rispetto della disciplina della fonte finanziaria. Le amministrazioni titolari dei programmi adeguano, ove necessario, le disposizioni attuative per consentire l’utilizzo della quota tecnica prima dell’approvazione del progetto, nel rispetto delle competenze e dei vincoli applicabili. Non sono ammesse duplicazioni di finanziamento delle medesime prestazioni.

4. Con l’aggiornamento dei principi contabili applicati al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, secondo le procedure previste dall’ordinamento, sono precisate le condizioni per registrare al Titolo II le prestazioni tecniche preparatorie esterne direttamente riferibili a investimenti specificamente individuati nei documenti di programmazione e dotati delle necessarie forme di finanziamento. Gli atti documentano il collegamento all’opera, gli elaborati e la ripartizione dei costi. Restano correnti gli studi generali e il supporto ordinario agli uffici, nonché le spese di personale secondo la disciplina vigente. La registrazione finanziaria resta distinta dal trattamento economico patrimoniale e statistico.

5. Le amministrazioni aggiornano trimestralmente, utilizzando i sistemi di monitoraggio esistenti, lo stato degli interventi per CUP e lotto, gli ostacoli tecnici, i rimedi adottati, le date di affidamento e avvio e i pagamenti ai contraenti. L’attuazione rispetta le annualità dei finanziamenti e le disponibilità di cassa. La relazione tecnica quantifica i possibili effetti sui profili annuali della spesa e sui saldi di finanza pubblica.

Perché questa formulazione facilita la spesa

Lo schema collega l’acquisto delle competenze a un investimento concreto e a un risultato verificabile. Rende esplicito l’utilizzo della quota tecnica nella fase che precede il progetto, chiarisce l’ambito della proposta contabile e impone di misurare l’avanzamento fino ai pagamenti. L’innovazione richiesta riguarda quindi l’accesso tempestivo ai servizi e la certezza operativa del loro finanziamento, valorizzando strumenti già presenti nell’ordinamento.

Fonti e metodo di verifica

I riferimenti numerati consentono di risalire ai documenti ufficiali. Le annualità rappresentano i profili pubblicati nei programmi: per attestare il residuo oggi utilizzabile e la mancata aggiudicazione servono anche gli atti aggiornati del soggetto attuatore.

[1] Ufficio parlamentare di bilancio, audizione del 12 ottobre 2026 sul DPFP, pp. 41–44. Dati ReGiS al 5 ottobre 2026: impegni, spesa e strumenti finanziari.

[2] Decreto MIT 16 settembre 2025, Gazzetta Ufficiale n. 246 del 22 ottobre 2025, pp. 10–12. Articolo 2 e premesse per importi e annualità; articolo 4 per erogazioni.

[3] Dipartimento per le politiche di coesione, Accordi con le amministrazioni regionali e allegati aggiornati al 30 aprile 2026.

Dati del campione Lombardia: file ufficiale, foglio A1 righe 8, 15, 16 e 17 per finanziamenti e fasi; foglio B2 righe 7, 14, 15 e 16 per le annualità.

[4] Decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 e successive modificazioni: articoli 15, 41, 42 e 44 e allegato I.7.

[5] Decreto 10 ottobre 2024, Gazzetta Ufficiale n. 244 del 17 ottobre 2024, pp. 107–109. Aggiornamento dell’allegato 4/2 al decreto legislativo 118/2011, punto 5.3.14.

Come leggere i risultati economici

Le simulazioni utilizzano un programma ipotetico di lavori da 100 milioni, con distribuzione annuale 30–50–20 milioni e flussi uniformi entro l’anno. I ritardi spostano integralmente il calendario senza modificare il valore finale. Non sono applicati al campione FSC e non costituiscono una stima dello stock nazionale di opere bloccate.

Il lavoro e il valore aggiunto sono calcolati con parametri illustrativi dichiarati nel testo. Il valore aggiunto diretto è una parte della produzione, non una somma da aggiungere al costo del lavoro o ai pagamenti. L’effetto netto dipende dalla sostituzione di altre attività e dalla disponibilità di capacità produttiva; gli effetti indiretti e i benefici dei servizi infrastrutturali richiedono analisi ulteriori.

Per la misura effettiva della liquidità occorrono i pagamenti ai contraenti; per la produzione occorrono avanzamento fisico e lavori contabilizzati. Le anticipazioni e i trasferimenti fra enti devono essere riconciliati separatamente. Gli importi dei programmi non sono sommati tra loro come se rappresentassero un unico saldo disponibile.

Lidio Damiano Carboni

Responsabile Rapporti Istituzionali FEDIMI