LAVORO 2030: FEDIMI TRASMETTE AL MIMIT IL DOSSIER CON DIECI PROPOSTE PER IL FUTURO DEL LAVORO E DELLE IMPRESE

Dalla formazione all’intelligenza artificiale, dalla valorizzazione delle competenze al reskilling preventivo: un contributo al confronto istituzionale per arrivare a iniziative concrete nel breve periodo.

FEDIMI Nazionale ha trasmesso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) il dossier istituzionale «Lavoro 2030», elaborato a conclusione di un percorso di analisi e approfondimento dedicato alle trasformazioni del mercato del lavoro italiano e alle loro conseguenze sul sistema produttivo.

L’iniziativa assume particolare rilievo anche in considerazione dell’iscrizione ufficiale di FEDIMI al Registro dei Portatori di Interesse del MIMIT, quale strumento di partecipazione e interlocuzione trasparente con le istituzioni.

La trasmissione rappresenta un ulteriore passaggio dell’attività di elaborazione e proposta dell’Associazione, con l’obiettivo di contribuire a politiche capaci di coniugare sviluppo economico, competitività delle imprese, innovazione tecnologica e valorizzazione del capitale umano.

Dalle dieci proposte a un progetto organico

Nel settembre 2026 FEDIMI ha sviluppato e pubblicato una serie di approfondimenti nell’ambito del progetto «Lavoro 2030 – Dieci proposte per il mercato del lavoro italiano».

Il percorso affronta difficoltà di reperimento delle professionalità, disallineamento tra formazione e fabbisogni produttivi, evoluzione tecnologica, invecchiamento della popolazione, partecipazione al lavoro e rischio di obsolescenza delle competenze.

Le dieci proposte sono state integrate in un dossier unitario, fondato su un principio: le politiche del lavoro, della formazione e dello sviluppo industriale non possono più essere affrontate separatamente. Non sono dieci interventi indipendenti, ma un sistema che parte dalla previsione dei fabbisogni e arriva alla riqualificazione preventiva dei lavoratori.

Il ruolo delle imprese e la trasformazione tecnologica

Intelligenza artificiale, robotica, automazione e digitalizzazione possono aumentare produttività e competitività, ma la semplice introduzione di tecnologie non garantisce automaticamente migliori risultati aziendali.

Occorre accompagnare gli investimenti con analisi delle competenze disponibili, percorsi formativi mirati e modelli organizzativi che valorizzino il contributo delle persone.

Per questo FEDIMI propone, tra le altre iniziative, un programma «IA e Robotica per le PMI», orientato all’accesso delle piccole e medie imprese a strumenti avanzati, sperimentazioni, competenze specialistiche e percorsi di accompagnamento. L’innovazione diventa così parte integrante della politica industriale e del lavoro.

La necessità di decisioni concrete nel breve periodo

Con la trasmissione del dossier al MIMIT, FEDIMI intende favorire un confronto che non si esaurisca nella condivisione delle analisi, ma porti a percorsi attuabili attraverso il coordinamento degli strumenti disponibili e la valutazione di eventuali nuove misure.

Tra le ipotesi sviluppate figurano sperimentazioni territoriali e settoriali sulle competenze, bandi che colleghino investimenti tecnologici e formazione, collaborazioni tra imprese e sistema formativo, reskilling preventivo e indicatori di risultato verificabili.

L’efficacia delle politiche pubbliche dovrebbe essere valutata non soltanto in base alle risorse stanziate, ma soprattutto rispetto ai risultati in termini di produttività, occupabilità, competenze e competitività.

Un contributo aperto al confronto istituzionale

Il dossier «Lavoro 2030» non è concepito per una sola amministrazione: è uno strumento di discussione aperto ai soggetti istituzionali, economici e sociali interessati alle trasformazioni del lavoro.

La trasmissione al MIMIT costituisce un passaggio di questo percorso, in ragione dello stretto legame tra politica industriale, innovazione e competenze professionali. FEDIMI ha manifestato disponibilità a incontri e confronti tecnici per approfondire strumenti operativi e sperimentazioni.

Dalla discussione alle decisioni

La sfida non consiste soltanto nel creare nuove opportunità occupazionali, ma nel costruire le condizioni affinché imprese e lavoratori affrontino i cambiamenti con strumenti adeguati. Occorre passare da una gestione emergenziale delle criticità a una strategia capace di anticiparle.

Prevedere le competenze prima che diventino insufficienti. Formare prima di trasformare. Riqualificare prima che si perda il lavoro.

Con l’invio del dossier al MIMIT, FEDIMI conferma la volontà di contribuire in modo propositivo e responsabile alla discussione sulle politiche del lavoro e dello sviluppo industriale. L’obiettivo non è aggiungere un documento al dibattito pubblico, ma trasformare le proposte in decisioni, sperimentazioni e risultati concreti, possibilmente già nel breve periodo.

Approfondimenti: www.fedimi.it/articoli/

Lidio Damiano Carboni

Responsabile Rapporti Istituzionali – FEDIMI