Data Center in Lombardia: investimenti certi, responsabilità ambientali e risposte chiare ai territori
Dallo sviluppo digitale alla sicurezza delle infrastrutture: FEDIMI propone un quadro trasparente di impegni, verifiche e garanzie per imprese, cittadini e amministrazioni locali.


Una crescita da governare, non da ostacolare
La Lombardia è chiamata a conciliare l’espansione dei Data Center con la tenuta delle infrastrutture e la qualità della vita. FEDIMI considera queste strutture essenziali per la competitività, l’intelligenza artificiale e i servizi digitali. Proprio per questo, la loro realizzazione non può ridursi alla sola verifica della compatibilità urbanistica o alla conclusione del procedimento autorizzativo: occorre rendere chiaro, fin dall’inizio, quali investimenti strutturali e ambientali saranno necessari, chi li sosterrà, quando saranno realizzati e con quali verifiche.
Il quadro regionale e la questione ancora aperta
La L.R. Lombardia 3 giugno 2026, n. 11 e le D.G.R. XII/6645 e XII/6646, pubblicate nel BURL n. 35 del 28 agosto 2026, hanno definito priorità insediative ed energetico-ambientali e indirizzi per il procedimento unico. Si tratta di un passaggio importante, ma le regole procedurali devono tradursi in programmi di intervento misurabili per ogni singolo insediamento. La domanda che cittadini e amministratori pongono è concreta: il territorio dispone delle infrastrutture necessarie senza compromettere i servizi già esistenti?
Reti elettriche: conoscere il costo complessivo prima di autorizzare
La disponibilità di potenza elettrica non coincide automaticamente con la capacità del sistema locale di assorbire nuovi carichi. Occorre documentare le connessioni, gli eventuali potenziamenti di cabine e linee, le tempistiche dei gestori, gli impatti dei cantieri e le misure di resilienza. FEDIMI propone che il proponente presenti, con gli attori competenti, un quadro degli investimenti indispensabili e della relativa ripartizione degli oneri, distinguendo quelli a proprio carico dagli interventi di rete soggetti alla disciplina regolatoria. Nessuna promessa generica di sostenibilità può sostituire una verifica tecnica e finanziaria.
Acqua: il collegamento con il Dossier FEDIMI “Lombardia Acqua 2050”
Il raffreddamento dei Data Center può utilizzare tecnologie con fabbisogni idrici molto differenti. Non è corretto attribuire a tutti gli impianti lo stesso consumo, ma è altrettanto scorretto rinviare la valutazione dell’acqua a una fase successiva. Il Dossier FEDIMI “Lombardia Acqua 2050” propone una visione fondata su bilanci idrici, riuso, infrastrutture resilienti, indicatori verificabili e programmazione per tappe. Applicare questa logica ai Data Center significa rendere conoscibili, per ciascun progetto, fonti di approvvigionamento, prelievi attesi in condizioni ordinarie e di picco, consumi netti, scarichi, recuperi, alternative tecnologiche e prestazioni nei periodi di siccità. La scelta delle soluzioni di raffreddamento deve essere valutata congiuntamente al loro impatto energetico, evitando di trasferire semplicemente il problema dall’acqua all’elettricità.
Suolo, viabilità, emissioni e recupero del calore
L’analisi degli investimenti non si esaurisce nelle reti. Occorre affrontare impermeabilizzazione del suolo, drenaggio delle acque meteoriche, mitigazioni paesaggistiche, traffico di cantiere, rumore, emissioni dei gruppi di emergenza e compatibilità con le attività limitrofe. Dove tecnicamente ed economicamente praticabile, il recupero del calore di scarto può diventare un’opportunità per reti termiche e utenze vicine, purché accompagnato da accordi concreti, domanda effettiva e un piano di esercizio. Le aree industriali dismesse devono essere valutate prioritariamente quando risultino idonee.
Garanzie per gli operatori e per la collettività
Regole chiare tutelano anche chi investe: riducono contenziosi, ritardi e incertezza economica. FEDIMI propone un “quadro degli impegni territoriali” allegato ai progetti, con opere necessarie, cronoprogramma, soggetti responsabili, coperture finanziarie, obblighi di monitoraggio e modalità di aggiornamento. Ove consentito dalla normativa e proporzionato agli interventi, potranno essere valutate garanzie per l’esecuzione delle opere e strumenti convenzionali. Non si tratta di introdurre obblighi indiscriminati fuori dal quadro vigente, ma di utilizzare e, se necessario, perfezionare gli strumenti giuridici disponibili.
Informare i cittadini prima che nascano i conflitti
Un Comune deve poter rispondere in modo documentato a domande semplici: quanta energia e quanta acqua richiederà l’impianto? Quali lavori saranno eseguiti? Ci saranno interferenze con viabilità, servizi pubblici o attività economiche? Chi controllerà i dati? Che cosa accadrà in caso di scostamenti? FEDIMI propone schede pubbliche di progetto con indicatori comprensibili, incontri informativi nelle fasi rilevanti e pubblicazione periodica di dati aggregati compatibili con sicurezza, riservatezza industriale e norme sull’accesso ambientale. La partecipazione non sostituisce le competenze delle autorità, ma migliora la qualità delle decisioni.
Una proposta operativa: sei verifiche per ogni insediamento
FEDIMI ritiene utile adottare, nelle sedi istituzionali competenti, uno schema di valutazione articolato in sei ambiti: (1) fabbisogni energetici e capacità delle reti; (2) bilancio idrico e resilienza alla siccità; (3) opere infrastrutturali e relativo finanziamento; (4) impatti ambientali, mitigazioni e monitoraggio; (5) benefici e ricadute territoriali, comprese le opportunità per le PMI; (6) trasparenza, tempi, responsabilità e verifica degli impegni. Lo schema avrebbe natura di proposta di indirizzo e dovrebbe essere coordinato con gli adempimenti già prescritti, senza duplicazioni burocratiche.
Il ruolo della Regione e delle amministrazioni locali
La Cabina di regia prevista dall’articolo 8 della L.R. 11/2026 può costituire una sede utile per osservare gli impatti cumulativi degli insediamenti e favorire il confronto tra istituzioni, gestori delle reti e portatori di interesse. FEDIMI auspica che il dialogo coinvolga stabilmente anche le rappresentanze datoriali, le PMI e gli enti territoriali, con particolare attenzione alle aree dove si concentrano più progetti. Il singolo impianto può risultare compatibile, mentre la somma degli impianti può richiedere investimenti di sistema: è questa la scala alla quale occorre programmare.
Conclusione: sviluppo e fiducia devono procedere insieme
La scelta non è tra accettare qualsiasi insediamento e fermare l’innovazione. La scelta è tra uno sviluppo governato e uno sviluppo che lascia irrisolti i costi collettivi. FEDIMI sostiene gli investimenti nei Data Center, ma chiede che siano accompagnati da impegni infrastrutturali verificabili, tutela dell’acqua, chiarezza delle responsabilità e informazione accessibile. Il Dossier “Lombardia Acqua 2050” offre una metodologia utile: misurare le risorse, programmare gli interventi, indicare i finanziamenti e verificare i risultati. Dare risposte ai cittadini e ai sindaci non significa ostacolare le imprese: significa creare le condizioni perché gli investimenti siano duraturi e socialmente sostenibili.
Riferimenti e approfondimenti
• L.R. Lombardia 3 giugno 2026, n. 11, “Disposizioni in materia di insediamento di centri dati”.
• D.G.R. Lombardia 3 agosto 2026, nn. XII/6645 e XII/6646, BURL Serie Ordinaria n. 35 del 28 agosto 2026.
• Regione Lombardia – Procedimento Unico Centri Dati: https://www.regione.lombardia.it/ambiente-e-territorio/autorizzazione-ambientali/autorizzazione-integrata-ambientale-aia/procedimento-unico-centri-dati
• FEDIMI, “Data Center in Lombardia: con le nuove regole regionali si apre una sfida industriale, energetica e territoriale”, 10 settembre 2026.
• FEDIMI, Dossier “Lombardia Acqua 2050” e approfondimenti pubblicati su www.fedimi.it.
Nota editoriale: le misure indicate come proposte FEDIMI non sono presentate come obblighi già vigenti; la loro applicazione richiede verifica rispetto alle competenze e alla disciplina di ciascun procedimento.

Lidio Damiano Carboni
Responsabile Rapporti Istituzionali FEDIMI