Spesa pubblica, investimenti e sostenibilità finanziaria dell’Italia

Documento tecnico – versione 1.0 | ottobre 2026

1. Finalità del modello

Il Modello FEDIMI – PIL di equilibrio è uno strumento di scenario. Non individua un livello ufficiale o necessario del PIL e non sostituisce le previsioni del MEF, dell’ISTAT, della Banca d’Italia, della Commissione europea o dell’UPB. La finalità è misurare come cambia lo spazio fiscale al variare della dimensione nominale dell’economia, della dinamica della spesa corrente e del costo del debito.

2. Base statistica
Indicatore Valore Fonte
PIL nominale 2025 2.265,0 mld € ISTAT, 22/09/2026
Deficit/PIL 2025 3,1% ISTAT
Saldo primario/PIL 2025 +0,8% ISTAT
Pressione fiscale 2025 42,9% ISTAT
Spesa pubblica 2026 1.184,7 mld € RGS-OpenBDAP / DFP 2026
Entrate 2026 1.116,6 mld € RGS-OpenBDAP / DFP 2026
Deficit 2026 68 mld € / 2,9% PIL RGS-OpenBDAP / DFP 2026
Uscite correnti primarie 2026 41,7% PIL UPB / DFP 2026
Interessi passivi 2026 4,1% PIL UPB / DFP 2026
Investimenti fissi lordi 2026 3,8% PIL UPB / DFP 2026
Debito/PIL 2026 138,6% RGS-OpenBDAP / DFP 2026
3. Definizioni operative
  • PIL di tenuta: livello nel quale i conti possono essere sostenuti, ma il margine per nuovi investimenti o shock resta ridotto.
  • PIL di equilibrio: fascia nella quale, con spesa corrente primaria meno dinamica del PIL e interessi sotto controllo, emerge uno spazio fiscale strutturale.
  • PIL di sviluppo: livello nel quale lo spazio fiscale può essere utilizzato contemporaneamente per investimenti, riduzione del deficit e stabilizzazione/riduzione del debito.
  • Dividendo fiscale della crescita: quota dell’incremento di PIL che non viene assorbita dall’aumento della spesa strutturale e del servizio del debito.
4. Equazione concettuale

Spazio fiscale = Entrate − Spesa corrente primaria − Interessi − Investimenti programmati − altre uscite in conto capitale

Il modello non assume che tutte le componenti restino fisse. Per questo vengono utilizzati scenari alternativi. La soglia di equilibrio si sposta verso l’alto quando aumentano interessi e spesa strutturale; si sposta verso il basso quando cresce la produttività, aumenta la base imponibile o la spesa corrente cresce meno del PIL.

5. Scenari di PIL nominale
PIL mld € Δ vs 2025 Valore 1% PIL Entrate 2026*/PIL Spesa 2026*/PIL Deficit 2026*/PIL
2.300 35,0 23,0 48,5% 51,5% 3,0%
2.400 135,0 24,0 46,5% 49,4% 2,8%
2.450 185,0 24,5 45,6% 48,4% 2,8%
2.500 235,0 25,0 44,7% 47,4% 2,7%
2.600 335,0 26,0 42,9% 45,6% 2,6%

* Esercizio statico: entrate e spese 2026 mantenute costanti in valore nominale. Serve a mostrare l’effetto denominatore e non rappresenta una previsione.

6. Tre regimi di crescita
Regime Ipotesi Effetto atteso
A – Inerziale Entrate e spesa crescono quasi in proporzione al PIL Dividendo fiscale limitato; il solo aumento del PIL non risolve il vincolo.
B – Disciplina della spesa Spesa corrente primaria cresce meno del PIL nominale Aumenta il saldo primario e si crea spazio per investimenti/riduzione deficit.
C – Sviluppo produttivo Crescita reale trainata da produttività, investimenti, innovazione e maggiore valore aggiunto Maggiore probabilità che l’ampliamento della base fiscale sia strutturale e non solo nominale.
7. Matrice PIL × onere per interessi
PIL (mld €) 80 mld 90 mld 100 mld 110 mld 120 mld
2.300 3,48% 3,91% 4,35% 4,78% 5,22%
2.400 3,33% 3,75% 4,17% 4,58% 5,00%
2.450 3,27% 3,67% 4,08% 4,49% 4,90%
2.500 3,20% 3,60% 4,00% 4,40% 4,80%
2.600 3,08% 3,46% 3,85% 4,23% 4,62%

Lettura: la matrice indica quale quota del PIL viene assorbita da diversi livelli nominali di spesa annua per interessi. È un’analisi di sensitività, non una previsione sui tassi.

8. Matrice del dividendo fiscale della crescita

Per rendere operativo il concetto, si considera l’incremento di PIL rispetto ai 2.265 miliardi del 2025. La tabella mostra, a titolo esemplificativo, quanta parte dell’incremento resta prima degli interessi aggiuntivi se l’aumento della spesa corrente primaria assorbe il 30%, 50% o 70% dell’incremento di PIL. Non viene ipotizzato un automatico rapporto causale: è una matrice di sensitività.

PIL Spesa assorbe 30% ΔPIL Spesa assorbe 50% ΔPIL Spesa assorbe 70% ΔPIL
2.300 24,5 17,5 10,5
2.400 94,5 67,5 40,5
2.450 129,5 92,5 55,5
2.500 164,5 117,5 70,5
2.600 234,5 167,5 100,5

Valori in miliardi di euro. Il residuo è il ΔPIL non assorbito dall’incremento ipotizzato della spesa corrente; non coincide con maggior gettito o spazio fiscale effettivo.