Una proposta di legge regionale per trasformare tempo, esperienza e competenze dei cittadini in una infrastruttura stabile di partecipazione, solidarietà e sviluppo delle comunità locali

La proposta sarà a breve sottoposta agli organismi istituzionali e agli stakeholder del territorio

Dalla riflessione alla proposta legislativa

Negli ultimi mesi FEDIMI ha avviato una riflessione sul valore economico e sociale della solidarietà diffusa, del volontariato e del patrimonio di competenze presente nelle comunità locali.

Da questa riflessione è nata la proposta della “Banca Comunale del Tempo e delle Competenze”: uno strumento attraverso il quale cittadini disponibili possano mettere volontariamente a disposizione non soltanto alcune ore del proprio tempo, ma anche conoscenze, capacità ed esperienze maturate nel corso della vita professionale e personale.

Il passaggio successivo è trasformare questa idea in una proposta istituzionale concreta. FEDIMI ha pertanto predisposto una proposta tecnica di legge regionale per il Lazio, che sarà a breve sottoposta all’attenzione degli organismi istituzionali regionali, dei Consiglieri regionali e degli stakeholder interessati, con l’obiettivo di avviare un confronto aperto sul modello e sulle modalità della sua possibile attuazione.

Il Lazio non parte da zero

La proposta FEDIMI non nasce in un vuoto normativo e non intende sostituire strumenti già esistenti.

La Regione Lazio dispone già di una disciplina sulle Banche del Tempo. L’articolo 48 della legge regionale 24 dicembre 2008, n. 31 promuove lo sviluppo di una rete regionale delle Banche del Tempo.

A questo si aggiunge la legge regionale 26 giugno 2019, n. 10 sull’amministrazione condivisa dei beni comuni, che riconosce il principio di sussidiarietà orizzontale, promuove la collaborazione tra amministrazioni e cittadini attivi, contempla strumenti informativi regionali, linee guida per gli enti locali, patti di collaborazione, forme di sostegno e criteri di valutazione del valore prodotto.

Esistono quindi già basi normative importanti. La proposta FEDIMI intende compiere un passo ulteriore: evolvere la tradizionale Banca del Tempo verso una vera e propria “Banca del Tempo e delle Competenze”, inserendola in un sistema regionale organizzato, digitale, misurabile e accessibile anche ai Comuni di minori dimensioni.

Non soltanto ore: il valore delle competenze

Il punto di partenza è semplice: il tempo ha valore, ma il tempo accompagnato da una competenza può generare un valore sociale ancora maggiore.

Un ex insegnante, un tecnico, un artigiano, un professionista, un impiegato amministrativo, un dirigente in pensione o una persona con competenze informatiche, linguistiche, organizzative o culturali possono essere disponibili a dedicare poche ore al mese alla propria comunità. Oggi queste disponibilità esistono, ma spesso non vengono conosciute né organizzate.

La proposta FEDIMI prevede quindi che il cittadino possa indicare volontariamente non soltanto la propria disponibilità temporale, ma anche competenze, conoscenze, esperienze, preferenze e ambiti nei quali desidera contribuire.

Non si tratta di attribuire qualifiche professionali attraverso una piattaforma né di trasformare il volontariato in lavoro gratuito. Si tratta di conoscere meglio il capitale umano disponibile e di creare le condizioni affinché possa essere utilizzato correttamente in progetti di interesse generale.

Una Rete regionale delle Banche del Tempo e delle Competenze

Il cuore della proposta è la costituzione di una Rete regionale delle Banche del Tempo e delle Competenze.

L’adesione degli enti locali sarebbe volontaria. La Regione assumerebbe un ruolo di coordinamento e infrastruttura, mentre Comuni e forme associative di enti locali manterrebbero autonomia nella scelta dei progetti da realizzare e nell’organizzazione delle attività sul proprio territorio.

La dimensione regionale permetterebbe di definire standard comuni, modelli organizzativi, linee guida, strumenti di supporto e indicatori uniformi. Questo aspetto è particolarmente importante per i piccoli Comuni: la capacità di organizzare la partecipazione civica non dovrebbe dipendere dalle dimensioni dell’ente o dalla possibilità di sostenere autonomamente costi informatici e organizzativi.

Una piattaforma digitale regionale comune

Uno degli elementi più innovativi della proposta è la realizzazione, l’acquisizione o la messa a disposizione di una piattaforma digitale regionale multi-ente.

La piattaforma potrebbe consentire la registrazione degli aderenti, la gestione delle disponibilità temporali, la classificazione delle competenze dichiarate, la pubblicazione dei progetti di comunità, l’abbinamento tra esigenze e disponibilità, la registrazione delle ore effettivamente svolte e la produzione di indicatori aggregati.

Ogni Comune aderente potrebbe utilizzare la medesima infrastruttura con una propria configurazione locale. La Regione potrebbe così sostenere una sola architettura tecnologica, evitando la frammentazione di sistemi differenti e permettendo anche ai piccoli enti di accedere a uno strumento evoluto.

La piattaforma dovrebbe naturalmente essere progettata nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, dell’accessibilità, della sicurezza informatica e dei principi di minimizzazione e tracciabilità.

Pensionati e solidarietà intergenerazionale: un patrimonio da non disperdere

FEDIMI ritiene particolarmente importante il tema della valorizzazione delle competenze dei pensionati e delle persone uscite dal mercato del lavoro.

Il pensionamento conclude un rapporto lavorativo, ma non cancella decenni di esperienza. Una società che invecchia non può permettersi di considerare automaticamente inutilizzabile il patrimonio di conoscenze accumulato da milioni di persone.

La proposta non introduce naturalmente alcun obbligo. La partecipazione deve essere libera, personale e revocabile. L’obiettivo è offrire a chi desidera continuare a contribuire alla propria comunità uno strumento semplice e organizzato attraverso il quale farlo, favorendo contemporaneamente relazioni intergenerazionali, partecipazione e trasmissione delle competenze.

I progetti di comunità

La Banca del Tempo e delle Competenze avrebbe senso soltanto se collegata a progetti concreti.

Per questo la proposta introduce il concetto di “progetto di comunità”: un’attività di interesse generale con finalità, durata, responsabilità, competenze eventualmente richieste e modalità di coordinamento chiaramente individuate.

Gli enti locali potrebbero promuovere tali progetti direttamente negli ambiti consentiti dalla normativa o svilupparli attraverso gli strumenti di collaborazione con il Terzo settore e dell’amministrazione condivisa.

La piattaforma diventerebbe quindi il punto di incontro tra disponibilità dei cittadini e progettualità del territorio, non un semplice archivio di nominativi.

Una garanzia fondamentale: il volontariato non sostituisce il lavoro

Uno degli aspetti che FEDIMI considera essenziali è la netta separazione tra partecipazione volontaria e lavoro.

La proposta stabilisce espressamente che le attività della Banca debbano essere volontarie, aggiuntive e complementari. Non potranno essere utilizzate per sostituire personale pubblico o privato, coprire ordinariamente carenze di organico, eludere procedure di reclutamento o affidamento, né consentire lo svolgimento di attività professionali riservate in assenza dei requisiti previsti dalla legge.

Questa distinzione non rappresenta un limite del progetto, ma una delle sue condizioni di credibilità. Il capitale sociale deve aggiungere capacità alla comunità, non trasformarsi in uno strumento per comprimere il lavoro o trasferire impropriamente sui cittadini responsabilità che appartengono alle amministrazioni pubbliche.

Il Bilancio del Tempo e delle Competenze

Un altro elemento qualificante della proposta è la misurazione.

FEDIMI propone che gli enti aderenti redigano annualmente un “Bilancio del Tempo e delle Competenze”, attraverso il quale rendere conoscibili il numero degli iscritti e dei partecipanti attivi, le ore rese disponibili e quelle effettivamente utilizzate, le competenze mobilitate, i progetti realizzati, gli Enti del Terzo settore coinvolti e, quando possibile, i beneficiari raggiunti.

Potrà essere elaborato anche un valore economico figurativo delle ore utilizzate, ma con una precisazione fondamentale: tale valore non rappresenta automaticamente un risparmio di spesa pubblica e non costituisce una retribuzione. La finalità è misurare il capitale sociale che una comunità riesce concretamente ad attivare.

Sperimentare prima di estendere

La proposta prevede una fase di programmazione regionale e la possibilità di avviare progetti pilota.

Prima di estendere il sistema all’intero territorio regionale è opportuno verificare, attraverso realtà rappresentative delle diverse dimensioni territoriali, il funzionamento della piattaforma, i costi organizzativi, i tassi di adesione, la quantità di ore effettivamente utilizzate e la capacità di trasformare le disponibilità registrate in progetti concreti.

La sperimentazione consentirebbe di correggere il modello sulla base di dati reali e non soltanto di ipotesi.

Una legge da costruire attraverso il confronto

Quello predisposto da FEDIMI è un documento tecnico di proposta e non un testo immodificabile.

Il valore di una proposta di questo tipo dipende dalla capacità di confrontarsi con il Consiglio regionale, la Giunta, gli enti locali, il Consiglio delle autonomie locali, il Terzo settore, le rappresentanze sociali, il mondo delle imprese, i professionisti, le università e tutti gli stakeholder che possono contribuire a migliorarne l’impostazione.

Anche il coordinamento con la normativa regionale già vigente dovrà essere oggetto di specifica istruttoria legislativa. Il Lazio possiede già una rete normativa sulle Banche del Tempo e sull’amministrazione condivisa. La questione non è quindi aggiungere semplicemente una nuova norma, ma comprendere come far evolvere e mettere a sistema ciò che già esiste.

Dalla Banca del Tempo a una infrastruttura di capitale sociale

La prospettiva FEDIMI è trasformare un concetto tradizionalmente legato allo scambio di ore in una infrastruttura più ampia di partecipazione.

Tempo, competenze, esperienza, tecnologia, progetti di comunità, Terzo settore, enti locali e misurazione possono diventare parti di un unico sistema.

Una persona che mette a disposizione due ore al mese può sembrare una risorsa limitata. Ma quando migliaia di piccole disponibilità vengono organizzate, coordinate e indirizzate verso progetti concreti, il risultato può assumere una dimensione completamente diversa.

È questo il principio che ha guidato la proposta FEDIMI.

I prossimi passaggi

La proposta di legge regionale sarà a breve sottoposta agli organismi istituzionali e agli stakeholder interessati.

FEDIMI intende promuovere un confronto aperto sul testo, raccogliere osservazioni e contributi e verificare le condizioni per trasformare la proposta tecnica in una concreta iniziativa legislativa regionale.

Il Lazio può rappresentare un territorio nel quale sviluppare un modello evoluto capace di integrare esperienze già esistenti e strumenti nuovi.

L’obiettivo finale non è creare una nuova struttura burocratica. È creare un’infrastruttura semplice attraverso la quale una risorsa già presente nelle comunità – il tempo, l’esperienza e le competenze dei cittadini – possa diventare più facilmente conoscibile, organizzabile e utilizzabile per finalità di interesse generale.

Un patrimonio di esperienza che non deve essere disperso, ma può continuare a produrre valore per la comunità.

Riferimenti essenziali
  • Legge regionale Lazio 24 dicembre 2008, n. 31, art. 48 – Sviluppo di una rete regionale delle Banche del Tempo.
  • Legge regionale Lazio 26 giugno 2019, n. 10 – Promozione dell’amministrazione condivisa dei beni comuni.
  • Legge regionale Lazio 10 giugno 2021, n. 7, art. 17.
  • Legge 8 marzo 2000, n. 53, art. 27 – Banche dei tempi.
  • Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 – Codice del Terzo settore.
  • Costituzione della Repubblica italiana, art. 118, quarto comma – principio di sussidiarietà orizzontale.
  • FEDIMI, “Banca Comunale del Tempo e delle Competenze”, 21 settembre 2026.
  • FEDIMI, “Banca Comunale del Tempo e delle Competenze: il capitale umano che l’Italia non può disperdere”, 21 settembre 2026.

Nota: la proposta descritta nell’articolo costituisce un documento tecnico aperto al confronto istituzionale. Il testo definitivo dell’eventuale iniziativa legislativa, il coordinamento con la normativa regionale vigente e la quantificazione degli oneri saranno oggetto della competente istruttoria legislativa e finanziaria.

Lidio Damiano Carboni

Responsabile Rapporti Istituzionali FEDIMI