LAVORO 2030: DAL CURRICULUM AL FASCICOLO DIGITALE DELLE COMPETENZE
FEDIMI: «Il curriculum racconta dove abbiamo lavorato. Il sistema del futuro deve riuscire a rappresentare anche ciò che sappiamo realmente fare»
Approfondimento del punto 6 delle “10 Proposte FEDIMI per il mercato del lavoro italiano 2030”
Per decenni il curriculum vitae è stato lo strumento principale attraverso il quale una persona ha presentato la propria storia professionale.
Titolo di studio, esperienze lavorative, mansioni ricoperte, corsi frequentati e qualche indicazione sulle competenze possedute.
È uno strumento ancora utile. Ma in un mercato del lavoro caratterizzato da trasformazioni tecnologiche sempre più rapide non è più sufficiente.
Due persone con lo stesso titolo di studio e la stessa qualifica possono avere competenze molto differenti. Un lavoratore può aver acquisito capacità importanti attraverso l’esperienza, la formazione aziendale, corsi specialistici, certificazioni o attività svolte in contesti non formali. Molte di queste informazioni rischiano di rimanere disperse, difficili da verificare o semplicemente invisibili.
Per FEDIMI è quindi necessario compiere un passaggio ulteriore: dal curriculum come documento statico al Fascicolo Digitale delle Competenze come patrimonio professionale dinamico della persona.
NON UN NUOVO CURRICULUM DIGITALE
La proposta FEDIMI non consiste nel trasformare il tradizionale curriculum in un modulo elettronico più complesso.
Il Fascicolo Digitale delle Competenze dovrebbe avere una funzione differente: raccogliere, organizzare e rendere progressivamente verificabili le competenze, le qualificazioni e gli apprendimenti acquisiti durante l’intera vita professionale.
Il curriculum continuerebbe a essere uno strumento di presentazione, sintetico e adattabile alla singola candidatura. Il Fascicolo costituirebbe invece l’infrastruttura informativa dalla quale la persona potrebbe selezionare, quando necessario, le informazioni da condividere.
Il principio deve essere chiaro: i dati appartengono alla persona e devono essere utilizzabili sotto il suo controllo, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.
L’ITALIA NON PARTE DA ZERO
Anche su questo punto FEDIMI ritiene sbagliato proporre la costruzione di un sistema completamente nuovo ignorando gli strumenti già disponibili.
L’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni di INAPP descrive il lavoro attraverso 24 settori economico-professionali e collega attività, professioni e qualificazioni. Il Repertorio Nazionale delle Qualificazioni raccoglie inoltre migliaia di qualificazioni appartenenti ai diversi sistemi di istruzione e formazione.
Il Ministero del Lavoro sta contemporaneamente rafforzando l’infrastruttura digitale del mercato del lavoro attraverso SIISL. Nei documenti istituzionali del 2026 viene inoltre richiamata la registrazione delle competenze nel fascicolo elettronico del lavoratore e nel SIISL.
A livello europeo, Europass consente già di costruire un profilo personale e le European Digital Credentials for Learning permettono di ricevere, conservare, verificare e condividere digitalmente diplomi, certificati e altri risultati di apprendimento.
La proposta FEDIMI è quindi una proposta di integrazione e interoperabilità: mettere progressivamente in comunicazione ciò che già esiste, evitando nuove frammentazioni.
DAL TITOLO DI STUDIO AL PATRIMONIO DELLE COMPETENZE
Nel mercato del lavoro del futuro sarà sempre meno sufficiente sapere soltanto quale titolo possiede una persona.
Occorrerà comprendere quali competenze possiede oggi.
Un diploma conseguito quindici anni prima rimane un titolo importante, ma nel frattempo la persona può aver acquisito competenze digitali, tecniche, linguistiche, organizzative e specialistiche molto più rilevanti per il lavoro che svolge.
Allo stesso modo, alcune competenze inizialmente possedute possono aver bisogno di aggiornamento.
Il Fascicolo dovrebbe quindi rappresentare un patrimonio professionale che cresce e si aggiorna nel tempo.
COSA DOVREBBE CONTENERE
FEDIMI propone di valutare un modello nel quale, progressivamente e con livelli differenti di validazione, possano essere rappresentati:
- titoli di studio e qualificazioni professionali;
- certificazioni delle competenze;
- percorsi ITS Academy, IFTS e formazione professionale;
- formazione continua e aziendale;
- abilitazioni e patentini professionali;
- competenze digitali e tecnologiche;
- competenze linguistiche certificate;
- formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
- competenze acquisite attraverso esperienze professionali e successivamente validate secondo le procedure previste;
- European Digital Credentials e altre credenziali digitali verificabili;
- eventuali competenze emergenti collegate all’evoluzione della professione.
NON TUTTE LE COMPETENZE HANNO LO STESSO VALORE PROBATORIO
Un sistema credibile deve distinguere chiaramente tra ciò che la persona dichiara e ciò che è stato formalmente verificato.
Una competenza autodichiarata, un corso frequentato, una certificazione rilasciata da un soggetto qualificato e una qualifica inserita nel Repertorio Nazionale non possono essere rappresentati come se avessero lo stesso valore.
Il Fascicolo dovrebbe quindi indicare con chiarezza origine, soggetto emittente, data, eventuale scadenza e livello di verifica della singola informazione.
Questa trasparenza sarebbe utile sia al lavoratore sia all’impresa e ridurrebbe il rischio di trasformare il Fascicolo in una semplice raccolta di attestati.
UN VANTAGGIO CONCRETO PER LE IMPRESE
Per le imprese, soprattutto nelle fasi di selezione, uno strumento di questo tipo potrebbe ridurre significativamente l’asimmetria informativa.
Oggi un’azienda riceve un curriculum e deve interpretare descrizioni spesso molto differenti tra loro. In alcuni casi deve verificare manualmente titoli, certificazioni e abilitazioni.
Le credenziali digitali europee mostrano già una possibile evoluzione: una credenziale digitale standardizzata può essere verificata rapidamente nella sua autenticità e provenienza.
Un sistema interoperabile permetterebbe alle imprese, previa autorizzazione dell’interessato, di verificare più facilmente le competenze effettivamente rilevanti per una posizione.
Il risultato potrebbe essere un incontro più preciso tra domanda e offerta di lavoro.
DAL JOB TITLE ALLO SKILL MATCHING
Uno dei limiti dell’attuale mercato del lavoro è l’eccessiva dipendenza dalle denominazioni professionali.
Due aziende possono chiamare in modo diverso attività molto simili. Viceversa, la stessa qualifica può comprendere mansioni profondamente differenti.
Un mercato del lavoro basato maggiormente sulle competenze consentirebbe di superare almeno in parte questo problema.
Un’impresa non cercherebbe soltanto un determinato profilo professionale: potrebbe individuare un insieme di competenze necessarie.
Il sistema potrebbe quindi confrontare tali esigenze con le competenze che le persone hanno scelto di rendere disponibili.
IL POSSIBILE CONTRIBUTO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
L’Intelligenza Artificiale può offrire un contributo importante, ma deve rimanere uno strumento di supporto.
Potrebbe aiutare a confrontare competenze possedute e competenze richieste, individuare skill gap, suggerire percorsi formativi, evidenziare professionalità contigue e favorire la mobilità tra settori.
Un manutentore industriale, per esempio, potrebbe possedere molte delle competenze necessarie per una nuova professione collegata all’automazione, pur non avendo mai utilizzato quella specifica denominazione professionale.
L’IA potrebbe rendere visibili queste prossimità.
Non dovrebbe invece trasformarsi in un sistema opaco che assegna automaticamente un punteggio alle persone o decide chi è adatto a un lavoro. Le decisioni che incidono sulla vita professionale devono mantenere trasparenza, verificabilità e adeguata supervisione umana.
IL FASCICOLO COME STRUMENTO DI FORMAZIONE CONTINUA
Il Fascicolo Digitale delle Competenze avrebbe una seconda funzione strategica: aiutare la persona a comprendere cosa deve ancora imparare.
Se collegato alla Mappa Nazionale Previsionale delle Competenze proposta da FEDIMI, potrebbe consentire di confrontare il patrimonio professionale individuale con l’evoluzione prevista della professione.
Non soltanto: «quali competenze possiedo?»
Ma anche: «quali competenze rischieranno di mancarmi tra tre o cinque anni?»
Il Fascicolo diventerebbe così uno strumento operativo del diritto-dovere all’aggiornamento delle competenze previsto dal punto 5 della proposta FEDIMI.
FORMAZIONE E RISULTATI DEVONO ESSERE COLLEGATI
Anche il sistema della formazione continua potrebbe beneficiare di questa impostazione.
Oggi misuriamo frequentemente la formazione attraverso il numero di corsi e le ore frequentate.
Il passaggio successivo dovrebbe essere registrare, quando certificabili, le competenze effettivamente acquisite.
Il lavoratore non dovrebbe accumulare soltanto attestati. Dovrebbe costruire progressivamente un patrimonio professionale leggibile e trasferibile.
Questo renderebbe più semplice anche valutare l’efficacia delle politiche pubbliche di formazione.
UN PASSAPORTO PROFESSIONALE CHE ACCOMPAGNA LA PERSONA
Il mercato del lavoro è sempre meno caratterizzato dalla permanenza per tutta la vita nella stessa impresa.
Le persone cambiano azienda, mansione, settore e talvolta territorio o Paese.
Le competenze devono poterle accompagnare.
Il Fascicolo dovrebbe quindi essere portabile e interoperabile, dialogando progressivamente anche con gli strumenti europei.
Le European Digital Credentials for Learning rappresentano da questo punto di vista un riferimento concreto: sono progettate per essere verificabili, condivisibili e controllate dal titolare della credenziale.
L’obiettivo deve essere costruire un sistema nel quale la persona non debba ricominciare ogni volta da zero nel dimostrare ciò che sa fare.
PRIVACY: IL FASCICOLO NON DEVE DIVENTARE UNO STRUMENTO DI CONTROLLO
Una proposta di questo tipo richiede garanzie molto forti.
Il Fascicolo non deve trasformarsi in una banca dati utilizzabile indiscriminatamente per classificare i lavoratori.
FEDIMI ritiene che debbano essere affermati alcuni principi essenziali: controllo della persona sui dati, accesso selettivo, finalità determinate, minimizzazione delle informazioni, tracciabilità degli accessi, sicurezza informatica e possibilità di correggere dati inesatti.
Il lavoratore dovrebbe poter decidere quali informazioni condividere con una determinata impresa, salvo gli obblighi specificamente previsti dalla legge.
La digitalizzazione deve aumentare le opportunità, non ridurre i diritti.
UN’ATTENZIONE PARTICOLARE ALLE PMI
Anche le piccole e medie imprese devono poter utilizzare il sistema senza essere costrette a dotarsi di nuove strutture amministrative.
L’interfaccia deve essere semplice.
L’impresa dovrebbe poter descrivere le competenze richieste per una posizione e, attraverso servizi pubblici o interoperabili, ottenere un supporto nella ricerca di profili coerenti.
Le associazioni datoriali potrebbero svolgere una funzione di accompagnamento, soprattutto nella definizione dei fabbisogni professionali delle imprese più piccole.
Digitalizzare un processo complicato senza semplificarlo significa soltanto creare burocrazia digitale.
NON CREARE L’ENNESIMA PIATTAFORMA
È forse il punto politico più importante della proposta.
FEDIMI non propone la creazione dell’ennesimo portale isolato.
Esistono già SIISL, Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni, Repertorio Nazionale, sistemi regionali, Europass e infrastrutture per le credenziali digitali.
Occorre definire un’architettura nazionale di interoperabilità capace di far dialogare progressivamente questi strumenti.
La domanda non deve essere: «quale nuova piattaforma possiamo costruire?»
Deve essere: «come possiamo consentire ai sistemi già esistenti di restituire alla persona una rappresentazione unitaria, aggiornata e verificabile delle proprie competenze?»
LA PROPOSTA FEDIMI: CINQUE PRINCIPI PER IL FASCICOLO DIGITALE DELLE COMPETENZE
FEDIMI propone che l’eventuale sviluppo del Fascicolo sia fondato almeno su cinque principi:
- PERSONALE – il patrimonio delle competenze deve accompagnare la persona durante la vita professionale;
- VERIFICABILE – deve essere sempre distinguibile ciò che è certificato da ciò che è semplicemente dichiarato;
- INTEROPERABILE – deve dialogare con sistemi nazionali, regionali ed europei già esistenti;
- SELETTIVO E SICURO – la persona deve poter controllare la condivisione dei propri dati, nel rispetto delle norme applicabili;
- DINAMICO – deve aggiornarsi con la formazione, l’esperienza e l’evoluzione delle competenze richieste dal mercato.
DALLE PRIME SEI PROPOSTE EMERGE UNA VERA INFRASTRUTTURA DELLE COMPETENZE
Con il sesto punto la proposta complessiva FEDIMI compie un ulteriore passo.
- La Mappa Nazionale Previsionale individua le competenze che serviranno.
- Il collegamento tra formazione e imprese consente di programmarne la costruzione.
- Il Piano per le Professioni Tecniche rafforza le professionalità strategiche.
- La Formazione 4.0 rende permanente l’aggiornamento.
- Il diritto-dovere alle competenze rende la persona protagonista della propria occupabilità.
- Il Fascicolo Digitale rende finalmente questo patrimonio visibile, verificabile e trasferibile.
Il curriculum continuerà ad avere una funzione importante. Ma racconta soprattutto ciò che una persona ha fatto.
Il mercato del lavoro del futuro avrà sempre più bisogno di comprendere anche ciò che quella persona sa fare oggi e ciò che, con un percorso di aggiornamento mirato, potrebbe essere in grado di fare domani.
Per FEDIMI questa è la trasformazione da realizzare: passare dalla storia dei posti occupati alla storia delle competenze costruite.
Perché in un’economia che cambia rapidamente il patrimonio professionale più importante non è soltanto il ruolo che abbiamo ricoperto.
È ciò che abbiamo imparato e la capacità di continuare ad imparare.
FEDIMI
Associazione datoriale di categoria
RIFERIMENTI ISTITUZIONALI
- INAPP – Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni: sistema informativo articolato in 24 settori economico-professionali e collegato al Repertorio Nazionale delle Qualificazioni.
- Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – documentazione 2026 su SIISL e sul rafforzamento del sistema formativo, inclusa la registrazione delle competenze nel fascicolo elettronico del lavoratore e nel SIISL.
- Europass – European Digital Credentials for Learning: credenziali digitali standardizzate, verificabili e condivisibili sotto il controllo del titolare.
- Europass – profilo personale europeo per studio, formazione e lavoro.
Lidio Damiano Carboni
Responsabile Rapporti Istituzionali FEDIMI

