Il 10 febbraio 2026 la Regione Lombardia ha pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia (BURL) n. 7 del 13 febbraio 2026 la Legge Regionale 10 febbraio 2026 – n. 4, dal titolo: “Disposizioni inerenti alla formazione in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e modifiche all’articolo 60 quater della l.r. 33/2009”. Si tratta di un’importante riforma organica, tra le prime in Italia, che ridefinisce il sistema regionale di formazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, allineandosi alle recenti evoluzioni normative nazionali e agli indirizzi dell’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 recepito con Deliberazione n. XII/4515 del 09/06/2025.

📌 Una legge di sistema per la prevenzione

La nuova legge regionale nasce con l’obiettivo di migliorare la qualità e la tracciabilità dei percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, rafforzando così le strategie di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali nei contesti lavorativi lombardi.

Essa si inserisce nel quadro della normativa statale di riferimento – in particolare il D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 – nel rispetto delle competenze regionali, ma con un chiaro orientamento verso la trasparenza, la tracciabilità e il controllo della formazione erogata sul territorio.

Le principali novità introdotte

📍 1. Elenco regionale dei soggetti formatori

Uno degli aspetti più innovativi è l’istituzione di un Elenco regionale dei soggetti formatori in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, istituito presso la struttura regionale competente in materia di sanità.

L’elenco è articolato in tre sezioni distinte:

  • Sezione I – Soggetti formatori istituzionali: comprendente enti e strutture pubbliche, come ASST (Aziende socio sanitarie territoriali), AREU (Agenzia regionale emergenza urgenza), Fondazioni IRCCS di diritto pubblico e Polis-Lombardia.
  • Sezione II – Soggetti formatori accreditati: enti accreditati presso il sistema regionale di istruzione, formazione e lavoro in possesso di requisiti specifici (es. esperienza triennale, assenza di procedure concorsuali o sanzioni gravi recenti).
  • Sezione III – Altri soggetti formatori: altri enti riconosciuti con requisiti analoghi.

L’iscrizione nell’elenco abilita gli enti a erogare corsi di formazione e aggiornamento in tema di sicurezza sul lavoro nel territorio lombardo.

➡️ Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale definirà i criteri e le modalità di iscrizione, aggiornamento e verifica dei requisiti dei soggetti formatori.

📌 2. Piattaforma informatica per la tracciabilità della formazione

La legge prevede anche l’istituzione di una piattaforma informatica regionale, ospitata presso la struttura regionale competente in materia di sanità, che costituirà il cuore del sistema di controllo e di vigilanza sui percorsi formativi.

I soggetti formatori iscritti nell’elenco e i datori di lavoro che erogano formazione dovranno inserire nella piattaforma informazioni chiave quali:

  • comunicazione di avvio dei corsi;
  • elenco dei partecipanti;
  • calendario delle lezioni;
  • dati sull’esito formativo.

Questa innovazione consentirà non solo la verifica dell’effettiva erogazione della formazione, ma anche una più efficace attività di vigilanza da parte delle ATS regionali e degli organi di controllo.

📍 3. Sanzioni e responsabilità

La legge introduce un sistema sanzionatorio specifico per chi non ottempera agli obblighi di iscrizione all’elenco regionale o di comunicazione tramite piattaforma.

Le sanzioni amministrative, comminate dalle ATS, includono multe rilevanti e l’eventuale esclusione temporanea dall’elenco dei soggetti formatori in caso di inadempienze gravi.

📌 4. Modifiche all’articolo 60 quater della l.r. 33/2009

La legge interviene anche sul testo unico regionale delle norme in materia sanitaria, modificando il comma 1-bis dell’articolo 60 quater della l.r. 33/2009.

In particolare:

  • la destinazione delle risorse derivanti dalle sanzioni è ora finalizzata non solo alla formazione del personale, ma anche a iniziative di sensibilizzazione della popolazione, studi e ricerche in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • è aumentata la percentuale del contributo previsto dal 2% al 4%, con un’ulteriore quota (fino al 4%) destinata al finanziamento delle funzionalità e della continuità gestionale della piattaforma informatica regionale.

📍 5. Clausola valutativa e controllo dell’attuazione

La legge introduce infine una clausola valutativa che prevede un monitoraggio periodico dell’efficacia delle nuove disposizioni: la Giunta regionale dovrà presentare una relazione biennale al Consiglio regionale riferendo su:

  • lo stato di attuazione del sistema di tracciamento;
  • la composizione e la distribuzione territoriale dell’elenco dei formatori;
  • i dati sull’attività formativa registrata;
  • le sanzioni irrogate e le iniziative finanziate.

Deliberazione n. XII/4515 del 09/06/2025: quadro di riferimento

La Deliberazione della Giunta regionale n. XII/4515, adottata il 9 giugno 2025, ha recepito l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 (Rep. n. 59) sui contenuti minimi dei percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, fornendo gli indirizzi operativi ai soggetti formatori attivi in Regione Lombardia.

Questo atto ha costituito una tappa fondamentale nel processo di riforma, definendo i criteri di durata, contenuti e modalità didattiche dei corsi, così come gli strumenti di controllo da parte delle autorità competenti, rafforzando il ruolo delle ATS e delineando un percorso di maggiore responsabilizzazione per gli enti formatori.

Conclusioni

La Legge Regionale 4/2026 rappresenta un passo significativo verso una maggiore trasparenza, qualità e tracciabilità della formazione in salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in Lombardia.

Con l’istituzione di un elenco regionale dei formatori, l’introduzione di una piattaforma digitale, l’adeguamento delle norme sui finanziamenti alla formazione e un sistema di vigilanza più stringente, la norma pone le basi per un sistema formativo regionale più moderno, efficace e coerente con i livelli di tutela richiesti dalla normativa nazionale.

Lidio Damiano Carboni – Responsabile Rapporti istituzionali