Il Consiglio dei Ministri, nella seduta dell’11 dicembre 2025, ha approvato il Decreto “Milleproroghe” 2026 che, tra le varie misure, interviene anche sul calendario di entrata in vigore degli obblighi legati alle polizze catastrofali per le imprese.
Per le PMI il tema è concreto: non si tratta solo di “una nuova polizza”, ma di un adempimento che può incidere su continuità operativa, gestione del rischio, e soprattutto su accesso a contributi e agevolazioni pubbliche.
Di seguito una sintesi operativa, pensata per imprenditori e responsabili amministrativi.
Il punto chiave del Milleproroghe 2026: slitta la scadenza per micro e piccole imprese
Dal comunicato ufficiale del Governo emerge che viene prorogato al 31 marzo 2026 il termine per la stipula dei contratti assicurativi contro i rischi catastrofali da parte di piccole e microimprese.
Nota importante per chi pianifica: il Milleproroghe è un decreto-legge che dovrà essere convertito in legge e può subire modifiche durante l’iter parlamentare; inoltre, in questi giorni diverse ricostruzioni circolano mentre il testo definitivo può essere oggetto di affinamenti.
Da dove nasce l’obbligo: Legge di Bilancio e decreto attuativo
L’obbligo assicurativo contro le catastrofi naturali per le imprese nasce dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213/2023).
Le modalità attuative e operative sono state definite con il Decreto MEF 30 gennaio 2025, n. 18, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Chi è interessato: platea ampia, legata all’iscrizione al Registro imprese
Secondo le FAQ del MIMIT, l’obbligo riguarda tutte le imprese con sede legale in Italia (e anche imprese estere con stabile organizzazione in Italia) tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese.
Cosa deve coprire la polizza: eventi e beni aziendali
Eventi tipicamente coperti
Le indicazioni operative richiamano la copertura dei danni diretti da eventi come sismi, alluvioni/inondazioni/esondazioni e frane, secondo gli schemi previsti dal quadro attuativo.
Beni da assicurare (attenzione alla “mappa” dei cespiti)
In linea generale, l’attenzione si concentra sui beni materiali dell’impresa (es. fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature) riconducibili alle voci di immobilizzazioni materiali del bilancio.
Esclusioni rilevanti
Le FAQ MIMIT chiariscono anche alcuni casi di esclusione, ad esempio per immobili con abusi edilizi secondo quanto previsto dal DM attuativo.
“Sanzioni”: non (solo) multe, ma conseguenze su contributi e agevolazioni
Un elemento spesso sottovalutato: la norma non è raccontata come un sistema di “multe automatiche” in senso tradizionale, ma prevede che dell’inadempimento si debba tenere conto nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni finanziarie a valere su risorse pubbliche, anche in occasione di eventi calamitosi.
In pratica, per molte imprese il rischio principale è restare penalizzate (o escluse) quando si presentano bandi, misure regionali/nazionali o sostegni connessi a risorse pubbliche.
Scadenze: come orientarsi nel “percorso” che ha portato al 2026
Negli ultimi mesi il calendario è stato oggetto di interventi successivi e differenziati per dimensione d’impresa. Un riepilogo utile (da verificare sempre sul testo vigente al momento della decisione):
- Grandi imprese: obbligo con decorrenze precedenti (primavera 2025).
- Medie imprese: scadenze differite nel 2025.
- Piccole e microimprese: scadenza al 31 dicembre 2025, ora oggetto di proroga al 31 marzo 2026 con il Milleproroghe 2026.
Cosa consigliamo alle imprese: usare la proroga per arrivare pronte (non per rimandare)
La proroga è utile se diventa tempo per “mettere ordine”, non solo per spostare una firma.
E’ importante analizzare quanto di seguito indicato
- Censire i beni da considerare in copertura (fabbricati/impianti/macchinari/attrezzature): anagrafiche cespiti, ubicazioni, valori.
- Verificare la regolarità urbanistica degli immobili aziendali (tema cruciale per le esclusioni).
- Valutare esposizione reale al rischio (territorio, tipo di attività, concentrazione degli asset, continuità produttiva).
- Richiedere preventivi comparabili (stesse somme, stessi beni, stesse franchigie/limiti) per evitare confronti “non omogenei”.
- Allineare l’adempimento ai piani di finanza agevolata: se l’impresa usa bandi e incentivi, la compliance va trattata come requisito abilitante.
Il ruolo dell’Associazione: supporto negoziale e informativo
Come Associazione di rappresentanza datoriale, il nostro obiettivo è accompagnare le PMI su tre livelli:
- Chiarezza normativa: tradurre obblighi e scadenze in azioni concrete, aggiornando gli associati durante l’iter di conversione del Milleproroghe.
- Supporto tecnico: modelli di raccolta dati sui beni e check documentale (per velocizzare preventivazione e stipula).
- Interlocuzione istituzionale: portare le criticità delle micro e piccole imprese (costi, tempi, criteri di accesso alle misure pubbliche) ai tavoli competenti, anche alla luce delle richieste avanzate da organizzazioni di categoria.
Conclusione
Il Milleproroghe 2026 offre una finestra aggiuntiva fino al 31 marzo 2026 per le micro e piccole imprese sull’obbligo di polizza catastrofale.
È un tempo prezioso per arrivare preparati: mappare correttamente i beni, evitare sorprese sulle esclusioni, e proteggere l’operatività aziendale—oltre a non compromettere l’accesso a incentivi e agevolazioni pubbliche.
Lidio Damiano Carboni
