Conoscere prima gli strumenti di credito significa prevenire errori e migliorare gli investimenti.
Approfondimento FEDIMI – Federazione Imprese Italia
Il limite della logica emergenziale
Molte imprese considerano le garanzie soltanto quando la banca chiede ulteriori coperture o la liquidità è già sotto pressione. Questo approccio rischia di ridurre il tempo disponibile per analizzare alternative, durate, fabbisogno e sostenibilità. La garanzia dovrebbe entrare nella pianificazione ordinaria, non sostituirla.
I numeri e la necessità di informazione
Nel 2025 il Fondo di garanzia per le PMI ha accolto 247.808 domande, corrispondenti a 45,7 miliardi di euro di finanziamenti e 31,7 miliardi di importi garantiti. I finanziamenti per investimenti sono stati 17,9 miliardi, il 39,1% del totale, con 76.908 operazioni (+16,2%). Questi valori misurano l’operatività ammessa al Fondo, non dimostrano da soli quanti investimenti siano stati aggiuntivi rispetto a quelli che si sarebbero realizzati senza garanzia. Una dimensione operativa così elevata giustifica un investimento anche nella conoscenza degli strumenti: la disponibilità normativa non implica automaticamente che tutte le imprese sappiano scegliere il percorso appropriato.
Cinque verifiche prima della domanda
L’impresa dovrebbe distinguere investimento e circolante, calcolare il fabbisogno effettivo, predisporre un piano dei flussi di cassa, valutare la capacità di servizio del debito in scenari prudenziali e comprendere condizioni e costi dell’operazione. Anche il rapporto tra capitale proprio e debito va esaminato senza automatismi.
Garanzia diretta e Confidi: scegliere con consapevolezza
La banca può chiedere la garanzia diretta al Fondo; un Confidi può invece garantire in prima istanza e richiedere la riassicurazione nei casi previsti. Le modalità, le coperture e i costi dipendono dalle regole applicabili e dall’intermediario. Non esiste una scelta universalmente migliore: conta la struttura concreta dell’operazione.
La proposta FEDIMI
FEDIMI propone un percorso informativo rivolto alle PMI, articolato in seminari brevi, schede pratiche e momenti di confronto con professionisti, Confidi e banche. La finalità è ridurre richieste incomplete, evitare aspettative irrealistiche e favorire un credito più coerente con le esigenze produttive.
Conclusione
La cultura finanziaria è una forma di prevenzione economica. Una PMI che conosce in anticipo strumenti, limiti e responsabilità può decidere meglio quando investire e come finanziarsi.
Fonti e riferimenti
- Fondo di garanzia per le PMI / Mediocredito Centrale, Report annuale 2025 (30 gennaio 2026): https://www.fondidigaranzia.it/nel-2025-il-fondo-di-garanzia-torna-a-crescere-con-457-miliardi-di-finanziamenti-accolti/
- FEDIMI, «Garanzie Confidi e Fondo Centrale: una leva strategica per il credito alle PMI», 24 settembre 2026: https://www.fedimi.it/2026/09/24/garanzie-confidi-e-fondo-centrale-una-leva-strategica-per-il-credito-alle-pmi/
- Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Fondo di garanzia per le PMI: https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/fondo-di-garanzia-per-le-pmi
Nota editoriale: le proposte riportate esprimono indirizzi di approfondimento FEDIMI; non costituiscono misure già approvate. L’accesso al Fondo dipende dalle disposizioni e dalle condizioni vigenti al momento della domanda.
Lidio Damiano Carboni Responsabile Rapporti Istituz

