Il progetto promosso da FC Paderno Dugnano presso il Centro Sportivo di Varedo ha ottenuto il Patrocinio del Comitato Regionale Lombardia LND/FIGC e sta raccogliendo le prime adesioni dal territorio. Un modello interessante di sport inteso non soltanto come attività agonistica, ma come infrastruttura sociale capace di creare relazioni, orientamento e conoscenza.

di Lidio Damiano Carboni

Un’intuizione semplice, un grande potenziale

Ci sono progetti che nascono da grandi programmi e altri che partono da un’intuizione apparentemente semplice: utilizzare un luogo già frequentato quotidianamente da ragazzi e famiglie per creare nuove occasioni di incontro con il territorio.

È da questa seconda prospettiva che nasce “Oltre il Campo – Lo sport incontra la comunità”, progetto promosso da FC Paderno Dugnano SSD a r.l. presso il Centro Sportivo Comunale di Varedo.

L’idea di fondo è chiara: un Centro Sportivo può essere molto più del luogo nel quale ci si allena e si disputano le partite. Può diventare uno spazio aperto alla comunità nel quale sport, educazione, volontariato, formazione e mondo produttivo iniziano a dialogare.

Quattro mondi che possono incontrarsi

Il progetto individua progressivamente quattro grandi aree di relazione: Giovani e Famiglie – Volontariato – Scuola – Impresa.

Realtà che appartengono alla stessa comunità ma che, nella quotidianità, non sempre hanno luoghi e occasioni per incontrarsi. Il Centro Sportivo può svolgere proprio questa funzione: diventare un facilitatore di relazioni.

Non sostituendosi alle scuole, alle associazioni, alle imprese o alle istituzioni, ma offrendo loro un luogo nel quale portare competenze, esperienze, testimonianze e opportunità di conoscenza.

Il valore del progetto non consiste nel trasformare una società sportiva in qualcosa che non le appartiene, ma nell’utilizzare una delle caratteristiche più forti dello sport: la sua straordinaria capacità aggregativa.

Ogni settimana ragazzi e genitori entrano in un Centro Sportivo. Attorno a quel luogo si crea spontaneamente una comunità. La domanda posta da “Oltre il Campo” è quindi molto semplice: possiamo utilizzare questa comunità anche per far circolare conoscenza, responsabilità sociale e opportunità?

Il Patrocinio del Comitato Regionale Lombardia LND/FIGC

Un primo importante riconoscimento è arrivato dal Comitato Regionale Lombardia LND/FIGC, che ha concesso il proprio Patrocinio al progetto.

Il riconoscimento assume un significato particolare perché rafforza l’idea di uno sport capace di contribuire non soltanto alla crescita atletica, ma anche alla formazione della persona e alla costruzione di relazioni all’interno della comunità.

Il patrocinio non deve essere letto semplicemente come un elemento formale da apporre sulla comunicazione del progetto. Rappresenta piuttosto uno stimolo a sviluppare l’iniziativa mantenendone chiara la finalità educativa e sociale.

Il volontariato entra nel Centro Sportivo

Una delle prime direttrici sviluppate riguarda il mondo delle associazioni e del volontariato. Sono state coinvolte realtà impegnate in ambiti differenti: donazione, salute, prevenzione, assistenza, protezione civile, tutela ambientale, sostegno alle persone e tutela degli animali.

Alcune associazioni hanno già manifestato interesse e disponibilità ad approfondire concretamente la partecipazione al progetto.

Un ragazzo può conoscere il volontariato attraverso una campagna di comunicazione o un messaggio sui social. Ma incontrare direttamente chi dedica parte del proprio tempo agli altri significa trasformare un concetto astratto in un’esperienza concreta. Dietro ogni associazione ci sono persone, motivazioni, esperienze e valori. Portare queste testimonianze all’interno di un luogo frequentato dai giovani significa contribuire a costruire cultura della partecipazione e della responsabilità.

La scuola si muove verso i ragazzi

La seconda direttrice riguarda l’orientamento scolastico. Tradizionalmente sono le famiglie e gli studenti a raggiungere gli istituti in occasione degli Open Day. “Oltre il Campo” prova ad aggiungere un percorso complementare: portare anche le scuole verso i ragazzi.

Sono stati contattati numerosi istituti secondari di secondo grado e realtà della formazione professionale del territorio, con l’obiettivo di consentire a docenti e referenti dell’orientamento di raccontare direttamente percorsi di studio, laboratori, competenze e possibili evoluzioni professionali. Anche in questo ambito sono già arrivati primi riscontri positivi da parte di istituti interessati all’iniziativa.

Un elemento merita particolare attenzione: l’orientamento non dovrebbe necessariamente iniziare pochi mesi prima dell’iscrizione alla scuola superiore. Il progetto vuole coinvolgere anche ragazzi che dovranno effettuare quella scelta tra due anni, consentendo loro di conoscere progressivamente possibilità e differenze senza la pressione di una decisione imminente.

È un approccio che FEDIMI considera particolarmente interessante, anche in relazione alla necessità di rafforzare il collegamento tra formazione, competenze e trasformazione del mercato del lavoro.

Il quarto mondo: l’impresa

Ed è proprio qui che si apre una nuova fase del progetto. Dopo volontariato e scuola, “Oltre il Campo” intende coinvolgere progressivamente anche le imprese. Non per chiedere sponsorizzazioni. Il principio è differente: chiedere agli imprenditori di mettere a disposizione esperienza, competenze e conoscenza.

Che cosa fa realmente un’impresa? Quali persone vi lavorano? Quali professionalità sono necessarie? Come stanno cambiando i mestieri? Quali competenze vengono richieste? Quale percorso ha seguito un giovane appena entrato in azienda? Quali professioni potrebbero crescere nei prossimi anni?

Domande semplici che possono avere un enorme valore orientativo per un ragazzo.

L’obiettivo è avviare con le aziende un percorso comunicativo e conoscitivo, destinato eventualmente a concludersi con uno o più incontri tematici presso il Centro Sportivo.

Gli appuntamenti potranno essere sviluppati anche insieme a scuole, associazioni, enti di formazione, professionisti, altre imprese e organizzazioni del territorio che hanno aderito o stanno aderendo al progetto, quando la presenza di competenze differenti possa consentire di affrontare un argomento in maniera più completa.

Dalla scuola all’impresa, passando dalla conoscenza

Qui emerge probabilmente uno degli elementi con maggiori potenzialità. Immaginiamo, ad esempio, un incontro dedicato alla meccatronica: una scuola può spiegare come si acquisiscono le competenze; un’impresa può raccontare come quelle competenze vengono utilizzate; un giovane lavoratore può spiegare come è passato dalla formazione al primo impiego; un imprenditore può raccontare quali professionalità sta cercando e come stanno cambiando.

Il ragazzo vede così finalmente un percorso completo: formazione → competenze → professione → impresa.

Lo stesso modello potrebbe essere applicato alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale, all’energia, alla sanità, alla logistica, alla mobilità, alla manifattura, ai servizi alla persona, all’ambiente e a molti altri settori.

Non una fiera, ma un percorso

È altrettanto importante chiarire ciò che “Oltre il Campo” non vuole diventare: non una fiera delle scuole, non una vetrina commerciale per le aziende, non un calendario di conferenze scollegate tra loro e neppure un contenitore nel quale accumulare il maggior numero possibile di adesioni.

L’obiettivo dovrebbe essere esattamente l’opposto: costruire relazioni e successivamente trasformarle in iniziative concrete, scegliendo argomenti capaci di generare un reale valore per giovani e famiglie.

Questo richiederà tempo, organizzazione e capacità di selezione. Ma i primi riscontri positivi ricevuti dal mondo associativo e scolastico indicano che l’idea intercetta un’esigenza reale del territorio.

Lo sport come infrastruttura sociale

Da associazione datoriale, FEDIMI guarda con interesse soprattutto a un elemento del progetto. Siamo abituati a considerare infrastrutture una strada, una scuola, un impianto produttivo o una rete tecnologica. Esistono però anche infrastrutture sociali: luoghi nei quali le persone si incontrano e nei quali possono nascere relazioni, conoscenza e capitale sociale.

Un Centro Sportivo frequentato quotidianamente da giovani e famiglie può essere una di queste infrastrutture. Non occorre snaturarne la funzione. Occorre semplicemente comprendere che ciò che accade oltre il campo può avere, per la crescita di un giovane, un valore non meno importante di ciò che accade durante un allenamento.

Un progetto locale con un’ambizione semplice

“Oltre il Campo – Lo sport incontra la comunità” rimane oggi un progetto locale. Ed è giusto che sia così.

Prima di parlare di modelli o replicabilità è necessario costruire esperienze, verificare la partecipazione, comprendere ciò che funziona e soprattutto dimostrare concretamente l’utilità delle iniziative.

L’auspicio di FEDIMI è però che esperienze di questo tipo possano contribuire a una riflessione più ampia. In molti territori italiani esistono società sportive, associazioni, scuole e imprese che vivono a poche centinaia di metri di distanza e che, tuttavia, raramente hanno occasioni strutturate per parlarsi.

Creare questi collegamenti non richiede necessariamente grandi strutture. A volte occorrono soprattutto un luogo, un soggetto disponibile a facilitare le relazioni e la volontà delle persone di mettere a disposizione una parte della propria esperienza.

Il Patrocinio concesso dal Comitato Regionale Lombardia LND/FIGC, insieme ai primi riscontri positivi provenienti dal volontariato e dal mondo scolastico, rappresenta quindi un incoraggiamento importante.

Adesso viene la parte più impegnativa: trasformare interesse e disponibilità in contenuti, incontri e relazioni capaci di lasciare qualcosa ai ragazzi e alle loro famiglie.

Perché una comunità cresce quando i suoi mondi smettono di procedere separatamente e iniziano a conoscersi. E forse un campo sportivo può essere uno dei luoghi dai quali cominciare.

FEDIMI – Federazione Imprese Italia