Dopo Lombardia e Lazio, una nuova iniziativa istituzionale per valorizzare il volontariato, il patrimonio di esperienze dei cittadini e la capacità delle comunità di organizzare progetti di interesse generale.

FEDIMI – Federazione Imprese Italia ha trasmesso al Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e al Presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco, la propria proposta tecnica di legge regionale dedicata alla «Rete regionale delle Banche del Tempo e delle Competenze, alla cittadinanza attiva e alla valorizzazione del capitale umano delle comunità locali».

L’iniziativa prosegue il percorso già intrapreso nei confronti delle istituzioni regionali della Lombardia e del Lazio e conferma un orientamento preciso: tradurre la riflessione sul valore sociale del volontariato in strumenti normativi, organizzativi e tecnologici concretamente utilizzabili dalle comunità.

Dal volontariato occasionale a una risorsa organizzata

Ogni territorio dispone di persone disponibili a dedicare una parte del proprio tempo ad attività utili alla collettività. A questa disponibilità si accompagna un patrimonio di competenze spesso poco conosciuto: esperienza amministrativa, capacità tecniche, competenze digitali, conoscenze linguistiche, attitudini educative e organizzative, saperi professionali e relazionali maturati nel corso della vita.

La proposta FEDIMI parte da una distinzione fondamentale: non basta conoscere quante ore una persona è disposta a offrire; occorre comprendere anche quali competenze intenda condividere, in quali ambiti e per quali progetti. La Banca del Tempo e delle Competenze diventa così uno strumento di conoscenza del capitale umano disponibile, non un mero elenco di nominativi.

Una rete regionale al servizio dei Comuni

Il modello proposto prevede una rete regionale alla quale gli enti locali possano aderire volontariamente, conservando la responsabilità e l’autonomia dei progetti promossi sul proprio territorio. Una piattaforma digitale comune, accessibile e sicura, consentirebbe di raccogliere disponibilità, competenze dichiarate e iniziative, agevolando l’incontro tra cittadini, Comuni e organizzazioni del Terzo settore.

L’infrastruttura condivisa rappresenta un vantaggio soprattutto per i piccoli Comuni, per le Unioni di Comuni e per i territori montani e interni del Piemonte: anche le amministrazioni con risorse tecniche limitate potrebbero accedere a procedure e strumenti comuni senza dover sviluppare autonomamente sistemi informatici complessi.

Il Piemonte dispone già di basi normative importanti

La proposta non nasce per sovrapporsi alle norme esistenti. L’articolo 43 della legge regionale piemontese n. 1/2004 già richiama le Banche del Tempo; la legge regionale n. 5/2024 disciplina l’amministrazione condivisa dei beni comuni; la legge regionale n. 7/2024 valorizza il ruolo degli enti del Terzo settore. FEDIMI propone un quadro di coordinamento capace di mettere a sistema queste esperienze, favorendone un’applicazione più omogenea, accessibile e misurabile.

È questo il significato dell’intervento legislativo: non creare una nuova struttura burocratica, ma fornire un collegamento operativo tra disposizioni già presenti, strumenti digitali, progetti di comunità e responsabilità dei diversi soggetti coinvolti.

Pensionati, giovani e solidarietà intergenerazionale

Un aspetto qualificante è la valorizzazione volontaria delle competenze delle persone pensionate. L’uscita dal lavoro non comporta la perdita di conoscenze ed esperienza: un patrimonio che può contribuire, se liberamente condiviso, ad attività culturali, educative, di facilitazione digitale e di supporto alla vita associativa. La proposta resta aperta a tutte le generazioni e promuove occasioni di scambio tra cittadini di età e percorsi differenti.

Una garanzia irrinunciabile: il volontariato non sostituisce il lavoro

La partecipazione è libera, gratuita e revocabile. Le attività devono essere aggiuntive e complementari: non possono sostituire dipendenti pubblici o privati, coprire stabilmente carenze di organico, aggirare procedure di affidamento o consentire l’esercizio improprio di professioni regolamentate. Sicurezza, coperture assicurative, tutela dei dati personali e accessibilità sono condizioni essenziali dell’attuazione.

Misurare il valore generato dalle comunità

Il «Bilancio del Tempo e delle Competenze» proposto da FEDIMI permetterebbe di rendere conoscibili il numero dei partecipanti, le ore offerte e quelle effettivamente utilizzate, le competenze mobilitate, i progetti realizzati e i beneficiari raggiunti. Un eventuale valore economico figurativo delle ore avrebbe finalità conoscitive: non può essere confuso con un risparmio automatico per la finanza pubblica.

Dalla Lombardia al Lazio, fino al Piemonte: una proposta replicabile

Le iniziative già sviluppate per Lombardia e Lazio e la nuova trasmissione alle istituzioni piemontesi non costituiscono tre progetti separati, ma applicazioni territoriali di una stessa visione: valorizzare tempo, competenze ed esperienza attraverso una cornice regionale coordinata, adattata alle normative e alle caratteristiche di ciascun territorio.

Il percorso di approfondimento FEDIMI è stato avviato con gli articoli «Solidarietà collettiva: un capitale sociale da rimettere al centro», «Banca Comunale del Tempo e delle Competenze» e «Banca Comunale del Tempo e delle Competenze: il capitale umano che l’Italia non può disperdere», ed è proseguito con l’analisi dedicata alla proposta per la Regione Lazio pubblicata il 7 ottobre 2026.

La trasmissione della proposta al Presidente della Giunta e al Presidente del Consiglio regionale del Piemonte apre ora la possibilità di una valutazione nelle sedi istituzionali competenti. Non equivale, di per sé, al deposito formale di un progetto di legge: saranno le istituzioni regionali, nell’esercizio delle rispettive prerogative, a valutare i successivi passaggi. FEDIMI conferma la disponibilità a illustrare il testo, l’analisi normativa preliminare e le soluzioni operative prospettate.

Il messaggio di fondo è semplice: il tempo e le competenze che una comunità possiede non devono rimanere risorse invisibili. Con regole chiare, una infrastruttura condivisa e progetti verificabili, possono diventare un patrimonio di solidarietà organizzata, senza sostituire il lavoro e senza disperdere l’autonomia delle associazioni e dei cittadini.

Approfondimenti FEDIMI
  • Solidarietà collettiva: un capitale sociale da rimettere al centro — https://www.fedimi.it/2026/09/21/solidarieta-collettiva-un-capitale-sociale-da-rimettere-al-centro/
  • Banca Comunale del Tempo e delle Competenze — https://www.fedimi.it/2026/09/21/banca-comunale-del-tempo-e-delle-competenze/
  • Banca Comunale del Tempo e delle Competenze: il capitale umano che l’Italia non può disperdere — https://www.fedimi.it/2026/09/21/banca-comunale-del-tempo-e-delle-competenze-il-capitale-umano-che-litalia-non-puo-disperdere/
  • La proposta FEDIMI per la Regione Lazio – 7 ottobre 2026 — https://www.fedimi.it/2026/10/07/dalle-banche-del-tempo-alla-banca-del-tempo-e-delle-competenze-la-proposta-fedimi-per-la-regione-lazio/

Lidio Damiano Carboni
Responsabile Rapporti Istituzionali FEDIMI