I dati 2025 confermano il potenziale di uno strumento che può sostenere investimenti, liquidità e crescita delle imprese
Approfondimento FEDIMI – Federazione Imprese Italia
Accesso al credito: la garanzia non è un elemento accessorio
Per una parte rilevante del sistema produttivo italiano, e in particolare per micro, piccole e medie imprese, il tema del credito non riguarda soltanto il costo del denaro. Riguarda anche la possibilità concreta di ottenere finanziamenti in misura coerente con i programmi aziendali, con durate adeguate e con una struttura delle garanzie compatibile con le caratteristiche dell’impresa. In questo quadro, il sistema delle garanzie rappresenta uno dei principali strumenti di collegamento tra fabbisogno finanziario delle imprese e capacità del sistema bancario di assumere rischio.
Il Fondo di garanzia per le PMI, gestito da Mediocredito Centrale per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e il sistema dei Confidi operano su piani distinti ma fortemente complementari. La garanzia pubblica può essere richiesta direttamente dall’intermediario finanziatore oppure può intervenire, secondo le regole del Fondo, attraverso la riassicurazione della garanzia prestata da un Confidi. È proprio questa possibilità di combinare garanzia mutualistica, conoscenza territoriale e mitigazione pubblica del rischio a rendere il modello particolarmente interessante per il tessuto delle PMI.
Il 2025 del Fondo di garanzia: 45,7 miliardi di finanziamenti
I numeri del 2025 descrivono una dimensione tutt’altro che marginale. Secondo il Report annuale del Fondo di garanzia, le domande accolte sono state 247.808, a fronte di 45,7 miliardi di euro di finanziamenti e 31,7 miliardi di euro di importi garantiti. Rispetto al 2024, le domande sono aumentate dell’8,3%, i finanziamenti accolti del 7,9% e le garanzie deliberate del 6,5%.
Il dato assume un significato ancora maggiore se si osserva la componente destinata agli investimenti. Nel 2025 i finanziamenti per investimenti accolti dal Fondo hanno raggiunto 17,9 miliardi di euro, con una crescita del 9,7% e un’incidenza pari al 39,1% del totale. Le operazioni per investimento sono state 76.908, in aumento del 16,2%, nonostante la riduzione dell’importo medio a circa 233 mila euro rispetto ai 247 mila euro del 2024.
È un’indicazione importante: la garanzia non deve essere letta esclusivamente come uno strumento difensivo per affrontare fasi di difficoltà o tensioni di liquidità. Può essere, e in misura crescente dovrebbe essere, una leva per finanziare programmi di sviluppo, innovazione, digitalizzazione, efficientamento energetico, acquisto di impianti, rafforzamento produttivo e crescita dimensionale.
Indicatore Fondo PMI | 2025 | Variazione sul 2024 | Lettura |
Domande accolte | 247.808 | +8,3% | Maggiore utilizzo dello strumento |
Finanziamenti accolti | € 45,7 mld | +7,9% | Elevata capacità di mobilitare credito |
Importi garantiti | € 31,7 mld | +6,5% | Forte mitigazione del rischio |
Finanziamenti per investimenti | € 17,9 mld | +9,7% | 39,1% del totale |
Operazioni per investimenti | 76.908 | +16,2% | Diffusione su una platea più ampia |
Microimprese: finanziamenti | € 13,4 mld | +8,7% | Ruolo rilevante per le imprese minori |
Microimprese e start-up: dove la garanzia può fare la differenza
Il 2025 conferma inoltre la centralità dello strumento proprio nelle fasce imprenditoriali che più frequentemente incontrano difficoltà nel presentare al sistema bancario un patrimonio di garanzie reali o una storia creditizia sufficientemente lunga. Le microimprese hanno registrato 143.784 domande approvate, in crescita del 9,3%, e 13,4 miliardi di euro di finanziamenti accolti, in aumento dell’8,7%. Le start-up hanno raggiunto 36.379 domande accolte, con una crescita del 10,2%, per finanziamenti superiori a 4 miliardi di euro.
Questi dati richiamano una questione strutturale dell’economia italiana: un’impresa economicamente valida può avere un progetto credibile e, nello stesso tempo, disporre di una capacità patrimoniale o di garanzie collaterali non sufficiente rispetto alle metriche tradizionali del credito. La funzione della garanzia consiste proprio nel ridurre, entro regole definite e senza sostituire la valutazione del merito creditizio, una parte del rischio assunto dal finanziatore.
Il ruolo dei Confidi: non soltanto una firma di garanzia
Accanto alla garanzia pubblica resta strategico il ruolo dei Confidi. Il Rapporto 2026 dell’Osservatorio permanente sui Confidi, riferito ai dati di fine 2025, rileva 164 Confidi operativi in Italia e uno stock di garanzie pari a circa 7,4 miliardi di euro. Lo stock risulta ancora in diminuzione rispetto all’anno precedente, mentre cresce il credito erogato direttamente alle imprese dai Confidi maggiori, che supera i 600 milioni di euro a fine 2025, con un incremento del 6,7%.
Il ridimensionamento dello stock non elimina la funzione economica dei Confidi; al contrario, pone il tema di come rilanciarne e aggiornarne il ruolo. Il valore aggiunto di un Confidi può risiedere nella prossimità all’impresa, nella conoscenza dei territori e delle filiere, nella capacità di accompagnare l’imprenditore nella costruzione dell’operazione finanziaria e nel dialogo con la banca. Per le imprese più piccole questo accompagnamento può essere importante quanto la garanzia stessa.
La normativa del Fondo consente infatti all’impresa di rivolgersi a una banca chiedendo la garanzia pubblica oppure di passare attraverso un Confidi, che garantisce l’operazione in prima istanza e può richiedere la riassicurazione del Fondo. Nell’attuale disciplina, per le operazioni a fronte di investimento la garanzia diretta può arrivare all’80%; anche la riassicurazione può raggiungere l’80% su una garanzia del Confidi non superiore all’80% del finanziamento. Per le ordinarie operazioni di liquidità sono previste coperture inferiori, oggi pari al 50%, salvo specifiche fattispecie disciplinate dalle regole del Fondo.
Confidi e MCC: la complementarità è il vero moltiplicatore
Il punto centrale, nella prospettiva di FEDIMI, è evitare una contrapposizione tra garanzia pubblica e garanzia mutualistica. I due strumenti possono svolgere funzioni differenti lungo la stessa operazione. Il Fondo Centrale consente una significativa mitigazione del rischio; il Confidi può aggiungere capacità istruttoria, accompagnamento, conoscenza dell’impresa e una relazione più strutturata con il sistema finanziario.
Questa architettura può produrre un effetto moltiplicatore: risorse pubbliche destinate alla garanzia non finanziano direttamente l’intero investimento, ma sostengono l’assunzione di rischio su finanziamenti di importo molto più elevato. Il dato 2025 – 31,7 miliardi di garanzie a fronte di 45,7 miliardi di finanziamenti accolti – rende evidente la capacità dello strumento di mobilitare credito privato.
Naturalmente la garanzia non trasforma automaticamente un progetto debole in un progetto finanziabile, né dovrebbe sostituire una corretta analisi della sostenibilità economico-finanziaria. La sua funzione è diversa: migliorare l’allocazione del rischio e ridurre gli ostacoli che possono impedire a imprese meritevoli di ottenere credito per assenza o insufficienza di garanzie collaterali.
Un potenziale ancora da sviluppare
La potenzialità del sistema appare ancora significativa soprattutto in quattro direzioni: investimenti produttivi e tecnologici; transizione energetica e ambientale; rafforzamento patrimoniale e crescita dimensionale; accesso al credito di microimprese, start-up e imprese giovani. In questi ambiti la capacità di integrare garanzie pubbliche, Confidi, strumenti regionali e credito bancario può ridurre il divario tra la disponibilità teorica di risorse e la loro effettiva trasformazione in investimenti.
Occorre però lavorare anche sul versante informativo. Molte imprese conoscono il Fondo soltanto in modo generico e non sempre distinguono tra garanzia diretta, garanzia Confidi e riassicurazione. Una maggiore conoscenza dello strumento, accompagnata da una corretta consulenza finanziaria, può consentire all’impresa di presentarsi al finanziatore con un progetto più strutturato, con fabbisogni definiti e con una migliore comprensione delle possibili coperture.
La proposta di FEDIMI: più cultura finanziaria e più integrazione tra gli strumenti
FEDIMI ritiene utile rafforzare la cultura della garanzia come componente ordinaria della programmazione finanziaria delle PMI, e non soltanto come soluzione da ricercare quando l’accesso al credito è già diventato problematico. Per l’impresa, programmare per tempo significa valutare investimenti, flussi di cassa, struttura del debito, durata dei finanziamenti e strumenti di mitigazione del rischio prima di avviare la richiesta di credito.
Parallelamente, appare opportuno valorizzare maggiormente la collaborazione tra banche, Confidi, Fondo Centrale, associazioni di categoria e professionisti. Il sistema italiano dispone già di strumenti capaci di mobilitare decine di miliardi di euro; la sfida è aumentarne l’efficacia economica, indirizzando il credito verso progetti sostenibili e produttivi e rendendo più semplice l’accesso per le imprese di minori dimensioni.
Conclusioni: trasformare la garanzia in capacità di investimento
I dati del 2025 mostrano che il Fondo di garanzia per le PMI continua a rappresentare una delle infrastrutture finanziarie più rilevanti a sostegno del sistema produttivo italiano. Quasi 248 mila operazioni accolte, 45,7 miliardi di finanziamenti e 31,7 miliardi di garanzie non sono soltanto numeri: rappresentano la misura di una leva che può incidere concretamente sulla capacità delle imprese di investire e crescere.
Il sistema dei Confidi, pur attraversando una fase di consolidamento e trasformazione, conserva una funzione che può diventare ancora più importante se integrata con la garanzia pubblica e con servizi evoluti di accompagnamento finanziario. Per un Paese caratterizzato da una larghissima presenza di micro e piccole imprese, ridurre la distanza tra impresa, banca e strumenti pubblici significa aumentare la possibilità che progetti validi trovino le risorse necessarie per essere realizzati.
È su questa capacità di trasformare la garanzia in credito, e il credito in investimenti, innovazione e occupazione, che si misura la reale potenzialità dello strumento.
Fonti e riferimenti
- Fondo di garanzia per le PMI – Mediocredito Centrale, Report nazionale gennaio-dicembre 2025 e comunicato di pubblicazione del 30 gennaio 2026.
- Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Fondo di garanzia per le PMI: disciplina, modalità di accesso e coperture vigenti.
- Osservatorio permanente sui Confidi – Comitato Torino Finanza, Rapporto 2026 sui Confidi in Italia (dati al 31 dicembre 2025).
- Federconfidi – documentazione e analisi sul ruolo dei Confidi nel sostegno all’accesso al credito delle PMI.
Nota: i dati sono riportati sulla base delle fonti istituzionali e di settore disponibili alla data di redazione. Le percentuali di copertura del Fondo possono variare in funzione della tipologia di operazione, del beneficiario e della disciplina vigente.
Lidio Damiano Carboni
Responsabile Rapporti Istituzionali FEDIMI

