Dai dati demografici al valore economico del volontariato: perché organizzare tempo e competenze può diventare una politica di sviluppo locale
L’idea di una Banca Comunale del Tempo e delle Competenze assume una dimensione ancora più rilevante se viene letta attraverso i dati demografici ed economici italiani. Non si tratta soltanto di promuovere solidarietà e partecipazione. Si tratta di chiedersi se un Paese che invecchia rapidamente possa permettersi di disperdere, al momento del pensionamento o fuori dal mercato del lavoro, una parte consistente del patrimonio di conoscenze accumulato dai propri cittadini.
Un Paese sempre più anziano, ma ricco di esperienza
Secondo ISTAT, al 1° gennaio 2026 le persone di 65 anni e più sono 14,821 milioni, pari al 25,1% della popolazione. L’Italia presenta la quota di over 65 più elevata dell’Unione europea. Nello stesso momento la popolazione tra 15 e 64 anni è pari a 37,270 milioni e continua a ridursi. Il dato descrive una criticità demografica, ma suggerisce anche una diversa lettura: una parte crescente della popolazione dispone di un patrimonio di esperienza che, se liberamente messo a disposizione, può continuare a produrre valore sociale.
Il Rendiconto sociale INPS riferito al 2025 registra 15.435.694 pensionati. Naturalmente pensionato non significa automaticamente disponibile al volontariato: condizioni di salute, carichi familiari, età, interessi personali e libertà individuale impongono di evitare qualsiasi automatismo. Ma anche percentuali molto contenute di adesione produrrebbero numeri rilevanti.
Il volontariato italiano esiste già, ma la partecipazione si è ridotta
ISTAT rileva che nel 2023 circa 4,7 milioni di persone, il 9,1% della popolazione di almeno 15 anni, hanno svolto attività di volontariato organizzato e/o aiuti diretti. Dieci anni prima la quota era superiore di 3,6 punti percentuali. L’impegno medio è stato di 18 ore nelle quattro settimane considerate.
Il dato più significativo è forse quello complessivo: nelle quattro settimane di riferimento i volontari hanno generato 84,3 milioni di ore di attività. ISTAT osserva che, rapportando tale quantità a una settimana lavorativa di 40 ore, essa equivale a circa 527 mila unità occupate a tempo pieno nel periodo considerato. Non significa che il volontariato sostituisca 527 mila lavoratori; dimostra però l’ordine di grandezza del capitale umano che la partecipazione civica è capace di mobilitare.
Il volontariato è anche una grandezza economica
L’OCSE stima che l’impegno volontario contribuisca per un valore equivalente a circa l’1,9% del PIL nei Paesi OCSE. Il dato non può essere trasferito meccanicamente all’Italia né interpretato come risparmio di spesa pubblica. È però sufficiente a mostrare che il volontariato non appartiene soltanto alla sfera etica: produce servizi, relazioni, competenze, resilienza territoriale e capitale sociale con una dimensione economicamente rilevante.
La proposta FEDIMI: organizzare ciò che oggi è frammentato
La Banca Comunale del Tempo e delle Competenze proposta da FEDIMI nasce precisamente da questa considerazione. Molti cittadini potrebbero essere disponibili a offrire poche ore al mese, ma non conoscono le esigenze del territorio, non sanno a chi rivolgersi o non trovano un progetto coerente con le proprie capacità. Parallelamente Comuni, associazioni ed Enti del Terzo settore possono avere necessità di competenze che esistono già nella comunità ma che non sono censite.
La piattaforma dovrebbe quindi raccogliere, su adesione volontaria, disponibilità temporale, competenze, esperienze, ambiti di interesse e preferenze. Il valore aggiunto non starebbe nell’avere un semplice elenco di volontari, ma nel poter interrogare un patrimonio organizzato di tempo e conoscenze per costruire programmi di interesse generale.
Tre scenari nazionali per comprendere l’ordine di grandezza
Prendendo come riferimento puramente dimensionale i 15,436 milioni di pensionati INPS del 2025, possiamo elaborare scenari illustrativi. Non sono previsioni: servono esclusivamente a misurare la scala potenziale del fenomeno.
| Scenario | Adesione | Partecipanti | Ore/mese | Ore/anno |
| Molto prudente | 2% | circa 309.000 | 2 | circa 7,41 milioni |
| Prudente | 5% | circa 772.000 | 3 | circa 27,78 milioni |
| Intermedio | 10% | circa 1,544 milioni | 4 | circa 74,09 milioni |
Nello scenario prudente, meno di un pensionato su venti aderirebbe mettendo a disposizione appena tre ore al mese. Si genererebbero comunque circa 27,8 milioni di ore potenziali in un anno. Lo scenario non considera inoltre la partecipazione dei cittadini non pensionati, che renderebbe la platea più ampia.
Quanto valgono 27,8 milioni di ore?
Attribuire un prezzo al volontariato è concettualmente delicato: il volontariato è gratuito e il suo valore non coincide con un salario. È però possibile utilizzare una valorizzazione figurativa esclusivamente statistica. Applicando allo scenario prudente valori convenzionali di 10, 15 e 20 euro per ora, il capitale sociale mobilitato avrebbe un ordine di grandezza rispettivamente di circa 278, 417 e 556 milioni di euro l’anno.
| Valore figurativo per ora | Valore annuo – scenario prudente |
| € 10 | circa € 278 milioni |
| € 15 | circa € 417 milioni |
| € 20 | circa € 556 milioni |
Queste cifre non rappresentano minori uscite per lo Stato o per i Comuni. Molte attività non verrebbero acquistate sul mercato e altre non possono essere svolte da volontari. Il dato misura piuttosto il valore figurativo di capacità aggiuntiva attivata dalla comunità.
Dal dato nazionale al singolo Comune
Il vantaggio della Banca Comunale sarebbe soprattutto territoriale. Anche una partecipazione limitata può generare una quantità significativa di tempo organizzato. In un Comune di 10.000 abitanti, 300 aderenti che offrano quattro ore al mese genererebbero 14.400 ore annue; in un Comune di 30.000 abitanti, 900 aderenti genererebbero 43.200 ore; in una città di 100.000 abitanti, 3.000 aderenti arriverebbero a 144.000 ore. Anche in questo caso si tratta di scenari illustrativi e non di tassi di adesione attesi.
| Popolazione | Aderenti ipotetici | Ore/mese pro capite | Ore potenziali/anno |
| 5.000 | 150 | 4 | 7.200 |
| 10.000 | 300 | 4 | 14.400 |
| 30.000 | 900 | 4 | 43.200 |
| 50.000 | 1.500 | 4 | 72.000 |
| 100.000 | 3.000 | 4 | 144.000 |
La tecnologia può ridurre il costo organizzativo
Un progetto di questa natura non richiede necessariamente un’infrastruttura informatica eccezionalmente complessa. Le funzioni essenziali – registrazione, profili, competenze, disponibilità, progetti, abbinamenti, ore svolte, comunicazioni, scadenze e reportistica – appartengono a categorie già diffuse nei sistemi gestionali.
FEDIMI propone per questo un modello regionale unitario: una piattaforma sviluppata o acquisita una volta a livello regionale e resa disponibile ai Comuni, con configurazioni locali. Il costo di progettazione, sicurezza, assistenza e manutenzione verrebbe così distribuito su una platea molto più ampia. Il vantaggio sarebbe particolarmente evidente per i piccoli Comuni, che potrebbero accedere allo stesso strumento dei grandi enti senza sostenere individualmente l’intero costo tecnologico.
Il ritorno non è soltanto economico
Una valutazione seria deve evitare di ridurre tutto a euro e ore. La Banca potrebbe produrre almeno quattro forme di valore: capacità diretta attraverso le attività svolte; capacità organizzativa per associazioni ed ETS; valore preventivo e di prossimità in alcuni ambiti sociali; valore individuale derivante da partecipazione, relazioni e trasmissione delle competenze.
Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante in una società anziana, ma eventuali effetti sanitari o di riduzione della spesa assistenziale dovrebbero essere quantificati soltanto sulla base di evidenze scientifiche specifiche. La credibilità della proposta dipende anche dalla capacità di distinguere ciò che può essere misurato da ciò che, almeno inizialmente, deve essere osservato.
Misurare per migliorare: il Bilancio del Tempo e delle Competenze
FEDIMI propone che ogni Comune aderente produca annualmente un Bilancio del Tempo e delle Competenze: iscritti, partecipanti attivi, ore offerte, ore effettivamente utilizzate, competenze disponibili, progetti realizzati, ETS coinvolti, beneficiari raggiunti e valore figurativo delle ore. Su scala regionale questi indicatori permetterebbero di confrontare territori differenti e capire quali modelli producono maggiore partecipazione.
Una politica per trasformare l’invecchiamento in partecipazione
L’invecchiamento demografico rimane una delle grandi questioni economiche italiane. Ma una società più anziana non deve essere necessariamente una società meno attiva. Accanto alle politiche per lavoro, natalità, previdenza e assistenza, può esistere una politica della partecipazione capace di valorizzare chi possiede tempo, esperienza e volontà di contribuire.
La Banca Comunale del Tempo e delle Competenze non risolve i problemi del welfare e non sostituisce il lavoro. Può però creare un’infrastruttura che oggi manca: un luogo nel quale disponibilità individuali molto piccole possano sommarsi e diventare capacità collettiva organizzata.
Il tempo non utilizzato scompare. Il tempo condiviso può diventare capitale sociale.
Fonti essenziali
• ISTAT, Il volontariato in Italia – Anno 2023, pubblicato il 29 luglio 2025.
• ISTAT, Indicatori demografici – Anno 2025, pubblicato il 31 marzo 2026.
• INPS, Rendiconto sociale 2025 / Relazione di fine mandato del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, 2026.
• OECD, Unleashing the Potential of Volunteering for Local Development, 2024.
• Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Decreto interministeriale 31 luglio 2025 sul riconoscimento delle competenze acquisite nel volontariato.
Nota metodologica: tutti gli scenari quantitativi contenuti nell’articolo sono simulazioni illustrative. Non costituiscono previsioni di adesione, stime di risparmio pubblico o valutazioni del lavoro sostituibile con attività volontaria.
Lidio Damiano Carboni
Responsabile Rapporti Istituzionali FEDIMI

