L’anno 2026 porta con sé una serie di modifiche fiscali rilevanti per le piccole e medie imprese (PMI). La Legge di Bilancio 2026, di imminente entrata in vigore, introduce misure pensate per sostenere gli investimenti, favorire la competitività e ridurre la pressione fiscale, in un quadro di continuità con le politiche economiche degli anni precedenti ma con alcune novità di rilievo operativo e strategico.

1. Incentivi agli investimenti e transizione tecnologica

Una delle principali novità riguarda il rafforzamento degli strumenti agevolativi per gli investimenti produttivi e tecnologici:

  • Crediti d’imposta per le Zone Economiche Speciali (ZES) e Zone Logistiche Semplificate (ZLS): prorogati anche per il 2026, con aliquote che possono arrivare fino al 45% degli investimenti effettuati, variabili in base alla dimensione dell’impresa e alla regione.
  • Reintroduzione dell’iper-ammortamento per nuovi beni strumentali (materiali e immateriali) compresi nei programmi Industria 4.0 e Transizione 5.0, con maggiorazioni del costo ai fini IRES.
  • Rifinanziamento di “Nuova Sabatini” e contratti di sviluppo, strumenti fondamentali per la competitività delle PMI.

👉 Queste misure puntano a favorire la modernizzazione delle imprese, con forte attenzione alla digitalizzazione e alla sostenibilità.

2. IRES premiale per chi reinveste gli utili

La riforma introduce un’importante IRES premiale: le imprese che reinvestono gli utili in nuovi investimenti e nell’incremento occupazionale potranno beneficiare di una riduzione fino a 4 punti dell’aliquota IRES, passando dal 24% al 20%. Finera

Questa agevolazione è pensata per incoraggiare comportamenti di crescita sostenibile, soprattutto nelle realtà imprenditoriali di piccole e medie dimensioni.

3. Riduzione dell’IRPEF e impatto sui soci e collaboratori

Anche se le PMI non sono soggetti passivi di IRPEF, la riforma della tassazione delle persone fisiche ha impatti indiretti rilevanti su soci, lavoratori e collaboratori:

  • Dal 1° gennaio 2026, è prevista la riduzione dell’aliquota IRPEF sul secondo scaglione di reddito, con la percentuale che scende dal 35% al 33% per i redditi tra €28.000 e €50.000.

Questa misura alleggerisce il carico fiscale sul reddito da lavoro e può tradursi in una maggiore disponibilità di spesa per consumi, con effetti positivi anche sulla domanda interna.

4. Semplificazioni fiscali e gestione operativa

Tra le novità di rilievo operativo per le imprese:

  • Collegamento tecnico obbligatorio tra POS e registratori di cassa telematici dal gennaio 2026, per migliorare la tracciabilità dei pagamenti e la lotta all’evasione fiscale.

È una misura che riguarda soprattutto le imprese che operano con pagamenti elettronici, con implicazioni tecniche e di adeguamento di software/strumenti di cassa.

5. Riforme minori ma strategiche

La manovra include anche:

  • Proroga del regime fiscale forfettario compatibile con redditi da lavoro dipendente fino a €35.000.
  • Rottamazione agevolata dei debiti fiscali per alcune categorie di contribuenti.

Queste misure, pur non centrali, possono avere impatti significativi sulla gestione finanziaria e fiscale delle PMI, in particolare per le micro-imprese e i professionisti associati.

6. Alcune criticità in discussione

Sebbene molte misure siano orientate alla crescita, non mancano punti di critica e incertezze:

  • Alcune proposte in bilancio potrebbero influenzare liquidità e credito delle imprese qualora fossero confermate, come evidenziato anche da osservatori internazionali.
  • Alcune associazioni di impresa sollevano preoccupazioni sull’uso di strumenti come l’IRAP per determinate operazioni societarie o sulle nuove regole di compensazione fiscale.

Conclusioni

Il quadro fiscale per il 2026 offre opportunità concrete per le PMI italiane, soprattutto in termini di incentivi agli investimenti e revisione di alcuni oneri fiscali. Tuttavia, è fondamentale che imprenditori e professionisti si preparino per tempo alle novità operative e monitorino l’evoluzione normativa nei prossimi mesi, considerando che il testo finale della Legge di Bilancio può ancora subire modifiche durante il processo parlamentare.

Per sfruttare appieno le agevolazioni previste, è consigliabile affidarsi a consulenti fiscali e professionisti esperti, oltre a partecipare ai confronti e alle iniziative promosse dalla nostra associazione per una corretta interpretazione e implementazione delle norme.

Lidio Damiamo Carboni