L’incontro si inserisce nel percorso di studio e approfondimento avviato da FEDIMI attraverso una serie di contributi pubblicati nella sezione “Articoli” del sito istituzionale, dedicati al valore economico e sociale della solidarietà collettiva e alla proposta della Banca Comunale del Tempo e delle Competenze.

Dal volontariato al capitale sociale organizzato

Il punto di partenza del workshop è stato il riconoscimento di un patrimonio già presente nei territori: milioni di cittadini dispongono di esperienze professionali, conoscenze, capacità tecniche, organizzative, culturali e relazionali che, anche attraverso disponibilità limitate di tempo, potrebbero concorrere alla realizzazione di iniziative di interesse generale.

Il volontariato non è stato quindi analizzato esclusivamente nella sua dimensione solidaristica, ma anche quale fattore capace di generare capitale sociale, relazioni, competenze, prevenzione, coesione territoriale e capacità di risposta delle comunità.

Una particolare attenzione è stata dedicata alle persone pensionate e agli anziani attivi, il cui patrimonio professionale e umano può continuare a rappresentare una risorsa importante per il territorio, nel pieno rispetto della volontarietà della partecipazione.

La Banca Comunale del Tempo e delle Competenze

Nel corso del workshop è stato approfondito il modello proposto da FEDIMI della Banca Comunale del Tempo e delle Competenze.

L’obiettivo è creare uno strumento organizzato attraverso il quale i cittadini possano mettere volontariamente a disposizione della propria comunità alcune ore del proprio tempo, indicando contestualmente esperienze, conoscenze e competenze disponibili.

Il modello consente di mettere in relazione questa disponibilità con le esigenze espresse da Comuni, Enti del Terzo settore, associazioni e progetti di interesse generale.

Non si tratta di creare forme di lavoro gratuito né di sostituire lavoratori, professionisti o servizi che devono essere assicurati dalle istituzioni. La finalità è differente: organizzare e rendere accessibile un patrimonio di disponibilità e competenze che oggi, in larga parte, rimane frammentato o inutilizzato.

Un’infrastruttura territoriale della partecipazione

Uno degli elementi centrali emersi dal confronto riguarda la necessità di superare una concezione esclusivamente spontanea e occasionale della partecipazione.

Una piattaforma territoriale può facilitare l’incontro tra disponibilità e bisogni, consentire la catalogazione delle competenze, favorire la collaborazione con il Terzo settore e permettere agli enti locali di sviluppare specifici progetti di comunità.

In questa prospettiva, anche poche ore messe a disposizione da molti cittadini possono trasformarsi in una capacità collettiva significativa.

Il tempo non utilizzato scompare. Il tempo condiviso può diventare capitale sociale.

Dall’approfondimento alla proposta normativa

Il workshop ha inoltre rappresentato l’occasione per approfondire le proposte elaborate da FEDIMI per costruire un quadro normativo regionale capace di sostenere questo modello.

Sono state analizzate le proposte riferite alle Regioni Lombardia e Lazio, elaborate tenendo conto delle rispettive discipline regionali già esistenti in materia di Banche del Tempo, politiche sociali, partecipazione e sussidiarietà.

Per la Lombardia, il modello prevede la costituzione di una rete regionale delle Banche del Tempo e delle Competenze, accompagnata da strumenti comuni e da una piattaforma organizzativa capace di mettere in relazione Comuni, cittadini, Terzo settore e realtà territoriali. Particolare attenzione viene riservata alla partecipazione delle persone pensionate, ai piccoli Comuni, ai progetti di comunità, alla valorizzazione delle competenze e alla misurazione dei risultati prodotti.

Per il Lazio, la proposta sviluppa analogamente una Rete regionale delle Banche del Tempo e delle Competenze, valorizzando e facendo evolvere gli strumenti già previsti dalla legislazione regionale.

L’obiettivo comune non è creare un nuovo livello burocratico, ma fornire ai territori un’infrastruttura organizzativa e digitale che renda più semplice trasformare disponibilità individuali diffuse in iniziative collettive.

Un principio fondamentale: il volontariato non sostituisce il lavoro

Durante il seminario è stato evidenziato un principio essenziale del modello proposto.

La Banca del Tempo e delle Competenze deve operare secondo criteri che impediscano l’utilizzo delle attività volontarie per sostituire personale dipendente, collaboratori, professionisti o prestazioni che devono essere svolte attraverso rapporti di lavoro regolarmente retribuiti.

La partecipazione civica deve integrare e rafforzare la capacità della comunità, non diventare uno strumento di riduzione impropria del lavoro o delle responsabilità delle amministrazioni pubbliche.

Cittadini, Terzo settore, imprese e istituzioni

Il modello discusso durante il workshop non riguarda esclusivamente il rapporto tra cittadini e Comuni. La costruzione di comunità più resilienti richiede il coinvolgimento di una pluralità di soggetti: cittadini e persone pensionate; associazioni ed Enti del Terzo settore; amministrazioni comunali; imprese e professionisti; istituzioni regionali; organizzazioni territoriali; reti del volontariato.

Anche le imprese possono partecipare attraverso iniziative di volontariato aziendale, disponibilità di competenze professionali, sostegno a progetti territoriali e forme di collaborazione con associazioni ed enti locali.

Dalla solidarietà alla prevenzione

Un ulteriore tema affrontato nel workshop riguarda la possibilità di utilizzare le reti territoriali non soltanto per rispondere ai bisogni già manifestati, ma anche per sviluppare iniziative di prevenzione.

Salute, sicurezza, contrasto all’isolamento sociale, alfabetizzazione digitale, educazione, assistenza alle persone fragili, tutela ambientale e diffusione della cultura della prevenzione rappresentano alcuni degli ambiti nei quali una rete territoriale organizzata può generare effetti positivi.

La sussidiarietà può quindi diventare non soltanto uno strumento di risposta, ma anche una componente delle politiche di prevenzione e della qualità della vita delle comunità.

Il percorso FEDIMI continua

Il workshop del 30 settembre rappresenta una tappa di un percorso più ampio.

FEDIMI intende proseguire l’attività di approfondimento e confronto con istituzioni regionali e locali, Enti del Terzo settore, organizzazioni sindacali dei pensionati, associazioni, cittadini e altri stakeholder interessati, mettendo a disposizione le proposte elaborate quale contributo aperto al dibattito.

L’obiettivo è verificare concretamente se un modello regionale organizzato della Banca del Tempo e delle Competenze possa contribuire a valorizzare un patrimonio che già esiste nelle nostre comunità ma che oggi non dispone sempre degli strumenti necessari per esprimere pienamente il proprio potenziale.

Non si tratta di sostituire lo Stato con il volontariato. Si tratta di creare le condizioni affinché istituzioni, cittadini, Terzo settore e sistema economico possano collaborare meglio, nel rispetto delle rispettive funzioni.

Perché una comunità non è costituita soltanto dalle risorse economiche di cui dispone. È costituita anche dal tempo, dalle competenze, dall’esperienza e dalla disponibilità delle persone che ne fanno parte.

Approfondimenti collegati
  • Solidarietà collettiva e valorizzazione del volontariato.
  • Banca Comunale del Tempo e delle Competenze.
  • Il capitale umano che l’Italia non può disperdere.
  • Proposta di legge regionale – Lombardia.
  • Proposta di legge regionale – Lazio.

Ulteriori materiali e approfondimenti sono disponibili nella sezione Articoli del sito FEDIMI – www.fedimi.it.