FEDIMI  |  ENERGIA, IMPRESE E TERRITORIO

Dall’acqua alle infrastrutture, dalle coltivazioni alle aree industriali: produrre elettricità e generare benefici ambientali con un uso intelligente delle superfici

22 ottobre 2026  |  Articolo per la sezione Approfondimenti FEDIMI
La domanda che deve guidare gli investimenti

La transizione energetica non può essere misurata esclusivamente in megawatt installati. Un impianto fotovoltaico deve essere valutato anche per la superficie che occupa, le funzioni che preserva, i servizi ambientali che può generare, la compatibilità con il territorio e il valore economico che restituisce a imprese e comunità. Il fotovoltaico flottante dimostra che una superficie può svolgere due funzioni: ospitare produzione elettrica e, in condizioni appropriate, contribuire a limitare l’evaporazione. Lo stesso principio può essere applicato a edifici, parcheggi, terreni agricoli, canali, infrastrutture e aree già compromesse.

Il Centro Comune di Ricerca della Commissione europea (JRC) ha richiamato il potenziale di tetti, bacini idrici e infrastrutture di trasporto per ampliare la produzione solare limitando la competizione nell’uso del suolo. L’IEA PVPS, nel rapporto del 2026 sulle applicazioni integrate, sottolinea tuttavia che le prestazioni devono essere valutate secondo le specifiche condizioni operative, non trasferendo automaticamente le regole degli impianti tradizionali.

Sette soluzioni da valutare con criteri energetici e ambientali
1. Fotovoltaico flottante su invasi, cave e, ove compatibile, laghi naturali

I moduli sono sostenuti da galleggianti ancorati, con cavi e componenti progettati per l’ambiente acquatico. L’installazione può valorizzare bacini artificiali, invasi idroelettrici e laghi di cava, riducendo l’occupazione di nuovo suolo. L’ombreggiamento può contenere l’evaporazione, ma l’entità del beneficio dipende da copertura, vento, clima e geometria del bacino. Nei laghi naturali non vi è un divieto tecnico generalizzato, ma servono verifiche rigorose su biodiversità, stratificazione termica, ossigeno disciolto, paesaggio, navigazione e tutela delle acque. Non si può presumere che minore evaporazione significhi automaticamente miglioramento ecologico.

2. Agrivoltaico avanzato: energia, produzione agricola e gestione idrica

Strutture sopraelevate, file distanziate, moduli semitrasparenti o orientabili possono consentire coltivazione e produzione elettrica sulla stessa area. L’ombreggiamento controllato può ridurre stress termico e domanda irrigua per alcune colture, mentre per altre può penalizzare la resa. Una revisione scientifica del 2025 ha rilevato, nei casi studiati, miglioramenti dell’efficienza d’uso dell’acqua del 20–47%, ma tali valori non costituiscono una garanzia per qualsiasi progetto. È essenziale monitorare rese, umidità, luce disponibile e continuità dell’attività agricola.

3. Pensiline fotovoltaiche nei parcheggi e nei poli logistici

Parcheggi aziendali, commerciali, ospedalieri e sportivi possono diventare superfici produttive senza sottrarre terreno alle attività principali. Le pensiline forniscono ombreggiamento ai veicoli, protezione parziale dalle intemperie e una sede naturale per la ricarica elettrica. Il progetto deve verificare fondazioni, vento, urti, deflusso delle piogge, sicurezza antincendio e convenienza rispetto ai costi delle strutture metalliche. L’eventuale riduzione del surriscaldamento delle pavimentazioni va misurata, non assunta come beneficio automatico.

4. Fotovoltaico integrato negli edifici: facciate, coperture e schermature

Il BIPV sostituisce o integra elementi dell’involucro: facciate ventilate, frangisole, lucernari, tetti e schermature. Oltre alla generazione, può offrire controllo solare e funzioni architettoniche, riducendo talvolta il costo incrementale se previsto in una riqualificazione già programmata. Occorre considerare esposizione, ombreggiamenti, ventilazione, impermeabilizzazione, comportamento al fuoco, manutenzione e vincoli storico-paesaggistici. Il confronto economico corretto è con il componente edilizio che viene sostituito, non solo con un pannello convenzionale.

5. Fotovoltaico su canali irrigui e infrastrutture idriche

Coperture fotovoltaiche sopra canali possono utilizzare fasce infrastrutturali già dedicate al trasporto dell’acqua, generare elettricità vicino a pompe e utenze e contribuire a ridurre l’irraggiamento diretto della superficie. Sono però necessarie verifiche su accessibilità per manutenzione, pulizia dei canali, rischio idraulico, sicurezza elettrica e stabilità delle strutture. Il risparmio idrico varia con la copertura e con le condizioni locali: va stimato mediante bilancio idrologico e, se possibile, misurato.

6. Barriere antirumore, fasce stradali e ferroviarie

Le barriere fotovoltaiche e altri elementi integrati nelle infrastrutture consentono produzione elettrica in aree già antropizzate. L’efficacia dipende dall’orientamento, dall’ombreggiamento e dalla possibilità di accesso in sicurezza. Occorre evitare interferenze con visibilità, riflessi, stabilità, prestazioni acustiche, esercizio e manutenzione delle infrastrutture. La collocazione può essere particolarmente interessante quando la connessione alla rete o l’autoconsumo sono prossimi.

7. Aree industriali dismesse, discariche chiuse e suoli degradati

Aree bonificate o in via di recupero, discariche esaurite e superfici impermeabilizzate possono accogliere impianti evitando pressioni su terreni agricoli produttivi. Tuttavia, non tutte le aree sono idonee: vanno verificati vincoli di bonifica, cedimenti differenziali, emissioni di gas, divieti di perforazione, drenaggi e destinazioni urbanistiche. Strutture zavorrate e sistemi reversibili possono essere utili in alcune situazioni, purché compatibili con i presidi ambientali esistenti.

La matrice di valutazione: non basta il costo per kilowatt
Soluzione Beneficio aggiuntivo potenziale Condizione decisiva
Flottante Minore uso di suolo; possibile risparmio idrico Monitoraggio ecologico e ancoraggi
Agrivoltaico Continuità agricola; microclima e acqua Resa agricola verificata
Pensiline Ombra, ricarica EV, superfici già utilizzate Costo strutture e sicurezza
BIPV Funzione edilizia e controllo solare Integrazione nell’involucro
Canali Uso duale e possibile minore evaporazione Sicurezza idraulica e manutenzione
Infrastrutture Riutilizzo corridoi antropizzati Compatibilità con esercizio e norme
Aree degradate Recupero funzionale senza nuovo suolo Vincoli ambientali e geotecnici
Una simulazione comparativa: tre progetti da 1 MWp

Per rendere leggibili le differenze, si ipotizzano tre impianti di identica potenza nominale (1 MWp), con una produzione annua convenzionale di 1.200 MWh, 1.150 MWh e 1.100 MWh rispettivamente per copertura industriale, pensilina e agrivoltaico. Si tratta di valori esclusivamente illustrativi, non di previsioni riferite a un sito. Si assume autoconsumo valorizzato a 0,16 €/kWh per il 60% dell’energia e immissione valorizzata a 0,08 €/kWh per il restante 40%, senza incentivi, perdite aggiuntive, costi di rete o fiscalità.

Tipologia Energia annua Valore energia/anno Beneficio ulteriore da verificare
Copertura industriale 1.200 MWh 153.600 € Autoconsumo, nessun nuovo suolo
Pensilina 1.150 MWh 147.200 € Ombra e ricarica
Agrivoltaico 1.100 MWh 140.800 € Produzione agricola e acqua

Formula utilizzata: valore annuo lordo = produzione × [0,60 × 0,16 + 0,40 × 0,08] = produzione × 0,128 €/kWh. Il dato non è un utile operativo: vanno sottratti gestione, manutenzione, assicurazioni, sostituzioni, canoni, oneri e ammortamenti. La redditività richiede preventivi reali, un profilo orario dei consumi, stima del CAPEX, OPEX, tasso di sconto, degrado, disponibilità di rete e ricavi agricoli o idrici eventualmente dimostrabili.

Misurare anche l’impatto ambientale: cinque indicatori minimi

Per comparare i progetti FEDIMI propone una scheda tecnica unica con: (i) kWh prodotti e autoconsumati per anno; (ii) metri quadrati di nuovo suolo impegnato e superficie già infrastrutturata valorizzata; (iii) emissioni climalteranti evitate rispetto a un controfattuale esplicitato e impatti di ciclo di vita dei componenti; (iv) metri cubi d’acqua eventualmente risparmiati, misurati o modellati con incertezza dichiarata; (v) impatti su biodiversità, paesaggio, agricoltura e altri servizi ecosistemici. Il confronto deve includere la fase di dismissione, il recupero dei materiali e la reversibilità degli interventi.

Il nodo normativo e amministrativo: differenziare per evitare semplificazioni sbagliate

Un impianto su una copertura esistente non presenta le stesse criticità di un intervento su un lago naturale, un’area agricola o una discarica chiusa. La procedura autorizzativa deve quindi essere proporzionata al rischio e alle specifiche tutele: paesaggio, habitat, vincoli idrogeologici, concessioni, sicurezza, connessione e compatibilità urbanistica. Non è corretto affermare che tutte queste applicazioni siano sempre autorizzabili con la medesima procedura. In particolare, l’agrivoltaico richiede di distinguere le soluzioni che preservano realmente l’attività agricola da semplici impianti a terra; per le acque naturali servono valutazioni sito-specifiche e un monitoraggio ante e post operam.

La proposta FEDIMI: un programma nazionale per il fotovoltaico multifunzionale

FEDIMI ritiene opportuno promuovere un programma nazionale e regionale che mappi superfici idonee già costruite o antropizzate, bacini artificiali, canali, infrastrutture e siti degradati; definisca criteri trasparenti di compatibilità; favorisca progetti pilota misurabili; valorizzi autoconsumo, comunità energetiche e filiere locali; accompagni gli investimenti delle PMI con strumenti finanziari e assistenza tecnica. Per laghi naturali e aree ecologicamente sensibili, l’approccio deve rimanere prudente e fondato su evidenze scientifiche, non su automatismi autorizzativi.

La proposta non è installare pannelli ovunque, ma scegliere meglio dove installarli. La domanda da rivolgere al legislatore non è soltanto quanti megawatt aggiungere: è quanti benefici energetici, economici, idrici e territoriali ottenere da ogni investimento, evitando di trasferire nuovi costi sull’ambiente e sulle generazioni future.

Fonti essenziali e riferimenti per l’approfondimento
  • Commissione europea – Joint Research Centre, “PV on rooftops and beyond can surpass targets while preserving the environment”, 14 febbraio 2024. https://joint-research-centre.ec.europa.eu/jrc-news-and-updates/pv-rooftops-and-beyond-can-surpass-targets-while-preserving-environment-2024-02-14_en
  • IEA PVPS Task 13, “Optimisation of Photovoltaic Systems for Different Applications”, agosto 2026. https://iea-pvps.org/key-topics/t13-optimisation-systems-different-applications/
  • IEA PVPS Task 13, “Floating Photovoltaic Power Plants: A Review of Energy Yield, Reliability, and Maintenance”, 2025. https://iea-pvps.org/wp-content/uploads/2025/04/IEA-PVPS-T13-31-2025-REPORT-Floating-PV-Plants.pdf
  • Commissione europea, “Analysis of barriers for innovative forms of solar PV deployment”, 2025. https://build-up.ec.europa.eu/en/resources-and-tools/publications/analysis-barriers-innovative-forms-solar-pv-deployment-and
  • Renewable and Sustainable Energy Reviews, “Impacts of agrivoltaic systems on microclimate, water use efficiency, and crop yield: A systematic review”, 2025. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1364032125006033
  • NREL/NLR, Agrivoltaics research and co-location benefits. https://nrel.sitefinity.cloud/solar/market-research-analysis/agrivoltaics

Nota metodologica: le simulazioni contenute nell’articolo sono scenari didattici e non sostituiscono diagnosi energetiche, studi di fattibilità, valutazioni ambientali o verifiche autorizzative. I benefici non energetici sono possibili, non universali.

Lidio Damiano Carboni

Responsabile Rapporti Istituzionali FEDIMI