Presentazione del seminario

Il 16 ottobre 2026 si è tenuto un workshop online di approfondimento FEDIMI dedicato al ruolo dei Confidi, alle garanzie pubbliche sui finanziamenti e alle condizioni che consentono alle imprese di accedere al credito per investimenti, innovazione e gestione finanziaria.

L’incontro si inserisce nel percorso editoriale sviluppato da FEDIMI a settembre 2026, attraverso gli approfondimenti sul Fondo di garanzia per le PMI, sulla complementarità tra Confidi e Mediocredito Centrale e sulle difficoltà di accesso al credito di microimprese e start-up. Il tema guida è stato come trasformare la disponibilità di strumenti di garanzia in finanziamenti sostenibili e investimenti produttivi.

La garanzia non sostituisce il merito creditizio

Il finanziamento deve poggiare sulla capacità dell’impresa di rimborsare il debito, su un fabbisogno correttamente quantificato e su un progetto credibile. La garanzia interviene per mitigare il rischio del finanziatore, non per rendere sostenibile un’operazione che non lo è.

Il workshop ha richiamato l’importanza di distinguere tra finanziamenti destinati al capitale circolante, operazioni di consolidamento e investimenti produttivi, valutando per ciascuna fattispecie durata, flussi di cassa, costo complessivo e condizioni di garanzia.

Il Fondo Centrale di Garanzia: dimensioni e funzione economica

Gli approfondimenti FEDIMI riportano per il 2025 247.808 domande accolte dal Fondo, 45,7 miliardi di euro di finanziamenti e 31,7 miliardi di importi garantiti. I finanziamenti destinati agli investimenti sono stati pari a 17,9 miliardi di euro, corrispondenti al 39,1% del totale.

Questi valori, riferiti al 2025 e non all’andamento del 2026, evidenziano la rilevanza delle garanzie pubbliche come infrastruttura di sostegno al sistema produttivo. La discussione ha evidenziato che la disponibilità di una garanzia non implica l’automatica concessione del credito da parte della banca.

Confidi: garanzia mutualistica e accompagnamento finanziario

Il ruolo dei Confidi non si esaurisce nell’eventuale rilascio di una garanzia. Per le imprese più piccole può comprendere una lettura preliminare del fabbisogno, il supporto alla predisposizione dei documenti, la valutazione della sostenibilità dell’operazione e il raccordo con gli intermediari finanziari.

Secondo i dati richiamati negli articoli FEDIMI, il Rapporto Confidi 2026 registra 164 Confidi operativi e uno stock di garanzie di circa 7,4 miliardi di euro a fine 2025. Il comparto presenta quindi un’importante esperienza di prossimità territoriale, pur in una fase di evoluzione del proprio modello operativo.

Garanzia diretta, garanzia Confidi e riassicurazione

Il workshop ha distinto tre meccanismi: la garanzia pubblica diretta, richiesta tramite il finanziatore; la garanzia rilasciata dal Confidi secondo le proprie regole; la riassicurazione pubblica della garanzia Confidi, quando ammissibile.

Le percentuali di copertura, i massimali, i requisiti e gli eventuali costi dipendono dalle regole applicabili alla singola operazione e alla categoria di beneficiario. Non è corretto rappresentare tutte le garanzie come automaticamente cumulabili né sommare semplicemente le percentuali di copertura.

Microimprese e start-up: il divario tra progetto e garanzie disponibili

Nel 2025 le microimprese hanno registrato, secondo i dati citati da FEDIMI, 143.784 domande approvate e 13,4 miliardi di euro di finanziamenti accolti. Le start-up hanno registrato 36.379 operazioni e finanziamenti superiori a 4 miliardi di euro.

La difficoltà non riguarda necessariamente la qualità del progetto: imprese giovani o poco patrimonializzate possono non disporre di garanzie collaterali o serie storiche sufficienti. È però necessario distinguere la generica impresa neo-costituita dalla start-up innovativa, per la quale possono operare condizioni specifiche.

Dalla richiesta di finanziamento a un progetto bancabile

L’approfondimento ha delineato un percorso operativo: identificazione del fabbisogno; descrizione dell’investimento o della necessità finanziaria; verifica dei flussi di cassa prospettici; raccolta dei bilanci e delle informazioni economico-finanziarie; valutazione delle garanzie disponibili; interlocuzione con Confidi e finanziatori; verifica delle condizioni applicabili.

La qualità dell’istruttoria iniziale può ridurre richieste incoerenti, documentazione incompleta e tempi di confronto con gli intermediari. Per FEDIMI l’accessibilità degli strumenti passa anche dalla diffusione di una maggiore cultura finanziaria nelle PMI.

Finanziare crescita, innovazione e transizione energetica

Le garanzie possono concorrere al finanziamento di macchinari, tecnologie digitali, ampliamenti produttivi, efficientamento energetico e rafforzamento della capacità operativa. L’effetto economico si produce quando il credito consente di realizzare investimenti che generano produttività, risparmio di costi e flussi finanziari sostenibili.

È utile valutare, caso per caso, l’eventuale integrazione con misure di finanza agevolata, tenendo conto delle regole di ammissibilità, cumulo e compatibilità.

Le proposte FEDIMI: un sistema più integrato

Il percorso FEDIMI propone di rafforzare la collaborazione tra associazioni di categoria, professionisti, Confidi, banche e Fondo Centrale, senza sovrapporre le rispettive responsabilità.

Una possibile linea di lavoro è la creazione di punti di orientamento finanziario diffusi per microimprese e nuove attività: una prima valutazione del progetto, una verifica del fabbisogno e l’individuazione degli strumenti potenzialmente utilizzabili prima della presentazione formale della domanda. Si tratta di una proposta di modello operativo, non di un servizio già attivato o di una promessa di finanziamento.

Conclusioni e sviluppi

Il messaggio del workshop è che garanzia pubblica e garanzia mutualistica non devono essere lette come strumenti concorrenti: possono svolgere funzioni complementari all’interno di un percorso di finanziamento costruito con attenzione al rischio e alla sostenibilità.

FEDIMI intende continuare il confronto sul miglioramento dell’accesso al credito, con particolare riferimento alle imprese di minori dimensioni, alla qualità dell’informazione finanziaria e alla capacità di indirizzare risorse verso investimenti produttivi.

La garanzia può facilitare l’accesso al credito; è la qualità del progetto, insieme alla capacità di rimborso, a trasformare quel credito in crescita.

Approfondimenti FEDIMI collegati

Garanzie Confidi e Fondo Centrale: una leva strategica per il credito alle PMI — 24 settembre 2026.
https://www.fedimi.it/2026/09/24/garanzie-confidi-e-fondo-centrale-una-leva-strategica-per-il-credito-alle-pmi/

Confidi e MCC: la complementarità è il vero moltiplicatore — 25 settembre 2026.
https://www.fedimi.it/2026/09/25/confidi-e-mcc-la-complementarita-e-il-vero-moltiplicatore/

Microimprese e start-up: dove la garanzia può fare la differenza — 25 settembre 2026.
https://www.fedimi.it/2026/09/25/microimprese-e-start-up-dove-la-garanzia-puo-fare-la-differenza/

Riferimenti e nota editoriale

Fondo di garanzia per le PMI – Mediocredito Centrale; Ministero delle Imprese e del Made in Italy; Osservatorio permanente sui Confidi – Rapporto 2026. Dati economici riferiti all’anno 2025, come riportati negli approfondimenti FEDIMI.

La scheda è redatta come resoconto editoriale del workshop del 16 ottobre 2026. Prima della pubblicazione, verificare che le formulazioni riferite a contenuti discussi e sviluppi successivi corrispondano al programma e agli esiti effettivi dell’incontro.